Un riparo dal freddo per i senza tetto, la battaglia di Merqurio nel segno del nuovo Arcivescovo

0

Domenico Battaglia, nuovo Arcivescovo di Napoli, appena insediatosi come nuovo Primate della chiesa napoletana, ha lanciato subito un segnale forte: la necessità di “aiutare gli ultimi”. E l’ha fatto con gesti concreti, incontrando prima una famiglia di lavoratori della Whirpool e poi Don Franco Esposito, cappellano del carcere di Poggioreale.
È importante che, in questo momento di disperazione sociale, vi sia un punto di riferimento dell’azione sociale sul territorio napoletano. Un punto di riferimento intorno a cui l’associazionismo laico e cattolico possano costruire una rete solidale. Sì, perché il prolungato scontro istituzionale fra Comune d Napoli e Regione Campania ha messo in grossa difficoltà il mondo del sociale sul nostro territorio. Sono venuti a mancare tavoli congiunti e la possibilità di potare avanti una progettualità condivisa sulla quale far convergere pubblico e privato.
Questa situazione sta creando non pochi problemi: a cominciare dal rischio che, senza filtri, la camorra si intesti iniziative “benefiche”, per dimostrare come l’antistato sia in grado di aiutare in maniera più rapida ed efficiente, ovviamente in cambio di una “riconoscenza” da parte dei disperati e bisognosi ai quali verrà, poi, chiesto di svolgere piccole attività criminose di manovalanza.
Altra grave criticità è la mancata assegnazione da parte degli enti pubblici di siti e strutture per ospitare i senza fissa dimora, in particolare in questo periodo di grande freddo.
L’Associazione Merqurio su questo problema ha messo in campo un’azione di sensibilizzazione istituzionale che, ricalcando la caratteristica affermazione napoletana “cu ’o friddo ’ncuollo”, prende il nome di “CO FRIDD NQUOLL”. L’idea è quella di allestire il Palavesuvio, inutilizzato per la pandemia, o alcuni padiglioni della Mostra d’Oltremare, con brandine per ospitare chi non ha un tetto, dando anche la possibilità di effettuare tamponi agli ospiti. Dormitori che potrebbero essere gestiti da una rete di associazioni.
Sarebbe un modo per trattare i clochard in maniera civile, visto che l’unica soluzione finora adottata dalle istituzioni è stata quella di aprire le stazioni della metro a Napoli dove queste persone, ammassate alla men peggio, oltre a non trovare un riparo adeguato, corrono il rischio di contribuire alla diffusione del Covid, infettandosi.
Speriamo, quindi, che l’arrivo in città di Don Battaglia, con il suo modo di intendere la Chiesa come vicina agli ultimi, possa dare una spinta non tanto alle associazioni, quanto alle istituzioni il cui mancato dialogo sta rallentando le azioni di aiuto sociale.

Condividi

About Author

Osvaldo Barba

Presidente Associazione Culturale Merqurio

Comments are closed.