Scienziato e rivoluzionario: Carlo Lauberg alle porte della modernità

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È stato lungo e difficile il percorso che ha portato i due autori, Elisa Rampone Chinni e chi scrive, alla pubblicazione di questa ricerca sulla vita e sul pensiero di Carlo Lauberg (Scienza e politica. Carlo Lauberg alle porte della modernità, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2020). Lauberg nasce a Teano nel 1762, compie gli studi prevalentemente scientifici a Napoli ed a Roma. Successivamente entra nell’ordine dei Chierici Regolari delle Scuole Pie (Scolopi). Nel 1792 con Annibale Giordano apre a Napoli la cosiddetta Accademia di Chimica, dove sono viste con grande favore le idee della Rivoluzione francese e dove si tengono numerose riunioni alla presenza di giovani studenti filo-repubblicani. Alla fine del 1792 incontra l’ammiraglio francese Latouche-Tréville e per questo viene perseguitato da Ferdinando IV re di Napoli. Con altri giovani fonda la “Società patriottica” o “Società Giacobina di Napoli”. Nel 1794 è costretto a fuggire da Napoli e si ferma ad Oneglia, città caduta nelle mani delle truppe francesi ed amministrata da Filippo Buonarroti. Lì si arruola come farmacista nel corpo della Sanità militare.
Proclamata la Repubblica partenopea nel 1799 ed insediato il Governo Provvisorio nella sede del Municipio di San Lorenzo, il Generale Championnet nomina il 23 gennaio 1799 Charles Laubert (ex Carlo Lauberg) Presidente del Governo Provvisorio. Nel discorso di insediamento questi ringrazia a nome del popolo napoletano «il Cittadino Generale» e l’armata francese «per la libertà ricevuta». Nello stesso tempo ricorda il contributo che i patrioti partenopei hanno dato per abbattere la tirannia e conseguire la libertà, testimoniando con la carcerazione il patibolo e l’esilio. Infine, si rivolge ai napoletani esortandoli a contribuire, con tutti i mezzi possibili a loro disposizione, al buon andamento della vita della nuova Repubblica «per meritare la riconoscenza della Patria e della posterità». Prima della caduta dei giacobini, è costretto a lasciare nuovamente (e questa volta definitivamente) Napoli per trasferirsi a Parigi dove inizia una nuova vita. A quel punto si dedica alla famiglia, alla carriera di farmacista militare ed alle ricerche e pubblicazioni scientifiche.
Carlo Lauberg, poi Laubert, incarna, dunque, la figura ideale di chi intese contribuire alla creazione di un mondo migliore, sia dal punto di vista politico sia da quello scientifico. È, a buona ragione, un vero eroe pre-romantico, generoso, decisamente convinto di sé e delle sue idee, la cui vita suscitò grande interesse nel filosofo Benedetto Croce, che intese approfondire la conoscenza del Lauberg con una biografia grazie alla quale ci sono giunte le notizie più importanti sulla nascita e sulla vita di uno dei protagonisti di una pagina tra le più belle della storia della città partenopea.
Lo stesso Croce si domandava i motivi che avevano portato a fare perdere interesse rispetto a un personaggio di rilievo assoluto quale il Lauberg, su cui era sceso l’oblio. Probabilmente, come lo stesso Croce scrive, dopo il ritorno dei Borbone e il ripristino dello status quo ante si assistette al tentativo di cancellare ogni possibile traccia di quanto accaduto e successivamente, caduto il regime borbonico, furono ricordati tra gli eroi del 1799 quasi esclusivamente quanti morirono a causa della ferocia della restaurazione. E così una personalità di spicco quale il Lauberg, costretto alla fuga in Francia prima della caduta della repubblica e deciso a fare perdere di sé ogni traccia così come del suo passato, fu quasi completamente dimenticato. Ma, come a buona ragione alcuni sostengono, la storia si vendica e fa giustizia. E così, grazie al Croce e grazie a studi più recenti, sono tornate di grande interesse le ricerche sul Lauberg e sul suo percorso di politico e di scienziato.
Chi ha lavorato dunque a realizzare questo libro è stato mosso soprattutto dall’idea di ricostruire un quadro quanto più completo del Lauberg, il cui straordinario e variegato impegno ha senz’altro contribuito ad aprire la strada verso la modernità non solo per il Mezzogiorno, ma per l’intera penisola italiana. Di ciò è prova il fatto che il nostro non si interessò soltanto di leggere la situazione dell’Italia meridionale, piuttosto dell’intera penisola, di cui sentiva un forte senso di appartenenza, partecipando attivamente alle rivolte antiaustriache dell’ultimo decennio del Settecento. Quanto animò lui e gli altri patrioti sembrò risolversi in quegli anni in progetti velleitari e talvolta utopistici destinati a fallire, ma la via da essi tracciata si dimostra quella giusta guardando a ciò che si sarebbe verificato nel cuore dell’Ottocento con la soppressione del regime feudale e con l’unificazione italiana.
Va superata dunque anche la errata interpretazione che la storia italiana dell’ultimo decennio del millesettecento e della prima decade del milleottocento vada letta esclusivamente sulla scorta dell’opposizione «occupanti/occupati», truppe francesi/popolazioni italiche. È invece oltremodo utile scandagliare il ruolo dei patrioti italiani nelle vicende d’oltralpe, così come quello degli agenti francesi nell’esperienza delle repubbliche sorelle giacobine. Proprio questo passaggio spiega e rafforza la centralità di una figura di spessore quale il protagonista di questo libro.

 

Scienza e politica. Carlo Lauberg alle porte della modernità

di Elisa Rampone Chinni – Mario Rovinello

Esi 2020, XVI+220, € 22,00

 

 

 

 

 

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About Author

Mario Rovinello

membro del direttivo dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea «Vera Lombardi», è stato nominato cultore della materia di Letteratura italiana all’Università Federico II. È docente di materie letterarie nei licei. È nel comitato direttivo delle riviste “il tetto”, “Meridione. Sud e Nord del mondo”, “Resistoria. Bollettino dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea Vera Lombardi”. Ha pubblicato numerosi articoli su quotidiani, riviste e libri collettanei. È curatore di libri sulla scuola e sulla Resistenza, tra cui L’onda della libertà. Le Quattro Giornate di Napoli tra storia, letteratura e cinema (ESI, Napoli, 2015). Ha curato con Ugo Maria Olivieri il dossier “Università e scuola”, pubblicato su “il tetto”, 2013. 

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