Una firma per salvare le edicole

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“Una firma per salvare le edicole”: con questo slogan gli edicolanti di tutta Italia chiedono ai propri clienti di sottoscrivere un appello da presentare al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio affinché il Governo, tramite il sottosegretario con delega all’editoria, rivolga alle edicole una parte consistente delle sovvenzioni oggi destinata alle case editrici, e si faccia parte attiva per la definizione di un nuovo accordo nazionale tra editori ed edicolanti.

Sabato 26 ottobre a Napoli in Via Scarlatti, con un gazebo organizzato dal SINAGI SLC-CGIL (sindacato nazionale giornalai d’Italia) e dalla SLC-CGIL si sono raccolte oltre quattrocento firme a sostegno della categoria. Erano presenti all’iniziativa il segretario generale della SLC Campania, Alessandra Tommasini, e il consigliere regionale Gianluca Daniele, oltre ai vari esponenti della segreteria sindacale.

L’importanza dell’iniziativa è stata quella di far conoscere alla gente la grave difficoltà in cui vive oggi l’edicolante, la mancanza di un accordo nazionale con gli editori che da troppi anni non intendono rinnovare un accordo ormai vetusto, da basarsi principalmente su un aumento degli aggi, fermi oggi a un misero 18,77%. Di contro, da parte degli editori, c’è stato un aumento sproporzionato degli inserti gratuiti allegati ai quotidiani, che nella loro foliazione contengono mediamente il 50% di pagine pubblicitarie, quindi maggiori introiti, riconoscendo alla rete di vendita un misero 0,015 di euro, così come si è affermata la tendenza a proporre abbonamenti super scontati anche dell’80%, che non solo mortificano il lavoro degli edicolanti, ma allontanano di fatto i clienti dall’edicola.

Altro tema è la mancanza della Legge Regionale che regola la vendita di quotidiani e periodici sul territorio Campano. A seguito della Legge 108 del 1999 sulla sperimentazione alla vendita in altri esercizi commerciali, la Regione doveva, al termine del periodo sperimentale, emanare una legge con regole e indirizzi ai comuni sulla sua applicazione. Ebbene a oggi, a circa venti anni di distanza, questa legge importantissima per il settore giace ancora negli uffici regionali. Sembra, tra l’altro, che l’ostacolo unico sia la volontà di inserirla nel piano generale del commercio, nonostante quella degli edicolanti sia una categoria atipica giacché soggetta a prodotti di unica proprietà degli editori che ne stabiliscono prezzo e quantitativi, quindi un mero parallelismo alle variegate attività commerciali.

In molte città Italiane si è dato seguito a un accordo tra ANCI (associazione nazionale comuni italiani) e organizzazione degli edicolanti del 4 dicembre 2018 nel quale si stabiliva di applicare con efficacia il principio di cooperazione col fine di rendere l’edicola “un centro servizi al cittadino” con la funzione di servizi anagrafici decentrati per il rilascio di certificati comunali, e inoltre consentire agli edicolanti di vendere nelle proprie edicole spazi pubblicitari, e prevedere, semplificare e anche sostenere la riqualificazione della rete di vendita. Anche in questo caso, purtroppo, c’è il silenzio assordante delle istituzioni.

Siamo stanchi di promesse e chiacchiere, abbiamo bisogno di una ferma e decisa volontà istituzionale a tutti i livelli di sostenere e non far morire quelli che sono i presidi fondamentali per l’informazione. E bisogna fare presto, perché ogni giorno che passa in questo silenzio, un’edicola chiude.

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Segretario provinciale SINAGI Napoli

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