“Tra il dire e il fare” – Merqurio presenta il libro di Umberto De Gregorio

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«La politica è essenzialmente amministrazione” e c’è chi, “come il governatore De Luca, è un amministratore a tutto tondo perché mantiene un equilibrio tra amministrazione e ricerca del consenso, a differenza di chi si concentra troppo sull’amministrazione, perdendo il consenso, o di chi eccede, invece, nella ricerca del consenso, dimenticandosi di amministrare, come ad esempio de Magistris che è per il 99% ricerca del consenso e per l’1% amministrazione.» A sostenerlo è Umberto De Gregorio nel corso della presentazione del suo libro “Tra il dire e il fare” (edito da Guida), che si è tenuta lo scorso 10 ottobre nella sala di Re.Work al Centro direzionale di Napoli, organizzata dall’Associazione Culturale Merqurio. Un libro che raccoglie alcuni dei suoi articoli pubblicati dal 2004 al 2018 su Il Mattino, la Repubblica e il Corriere del Mezzogiorno prima nella veste di opinionista, poi di politico, infine di presidente dell’Eav (l’ente che gestisce la rete di trasporti che dipende dalla Regione Campania, in particolare delle ex Circumvesuviana, Sepsa e Metrocampania Nordest).

Per De Gregorio, la concretezza in politica è fondamentale e, per spiegare meglio il suo modo di intendere l’impegno civico, mette in contrapposizione la figura dei «rivoluzionari riformisti, cioè quelli che urlano molto, che promettono di cambiare il mondo in pochi mesi, e poi si scontrano con la realtà» con quella dei «riformisti rivoluzionari, che sono quelli che studiano, non improvvisano e che, con la concretezza, riescono a cambiare progressivamente la realtà.»

Nel corso del dibattito, moderato dal direttore della rivista Merqurio, Antonio Vastarelli, sono state approfondite anche le riflessioni di De Gregorio su Napoli e sull’inadeguatezza del Pd napoletano ad interpretarne i bisogni negli ultimi dieci anni. Il consigliere regionale Gianluca Daniele ha sottolineato come la nuova fase politica che si è aperta nel Paese con il governo Pd-M5S sia l’ennesima occasione, da non mancare, per rinnovare la classe dirigente locale del centrosinistra. «Non per nuovismo – ha spiegato – ma per la necessità di scardinare un sistema che rende difficilissimo proporsi e farsi avanti. Già nel 2016 – ha sottolineato Daniele – avremmo dovuto proporre delle primarie per la scelta del candidato sindaco di Napoli del Pd con giovani candidati di spessore o anche meno giovani, ma in grado di rappresentare il cambiamento. E soprattutto il vincitore avrebbe dovuto ricevere poi un reale sostegno da tutti gli altri: sarebbe stato un metodo rivoluzionario e avremmo avuto un risultato superiore anche alle seguenti elezioni, perché avremmo dimostrato alla città che c’era una classe dirigente in grado di rappresentare un reale contrasto a de Magistris e ai Cinque stelle. Non è andata così, ma questo – ha concluso Daniele – non vuol dire che non si possa recuperare ora e lavorare per un reale cambiamento.»

Un cambiamento radicale auspicato anche dall’ex deputato Leonardo Impegno (oggi consigliere delegato dell’Acer): «Il Pd in questi anni ha sbagliato tutto. Napoli è una città di opinione, e la vittoria di de Magistris ne è stata la testimonianza, ma il Pd cittadino si è occupato solo dell’organizzazione del consenso e basta, senza esprimere opinioni strategiche sul futuro della città. Nel mio piccolo ho provato a dire che si stavano commettendo errori tragici. Ora spero che si cambi passo.» Per Impegno, “quando si individuano, come si è fatto, segretari del partito perché rispondono ad una persona e non perché devono mettere in campo una politica ed aprire un dibattito pubblico in città, penso che questo sia la morte del Partito democratico. C’è la necessità – ha concluso Impegno – di mettere insieme un gruppo dirigente che, al di là delle elezioni, metta in piedi un’idea per Napoli e sostenga il candidato sindaco che possa ben interpretare questa idea.»

Nell’introduzione al dibattito, il vice presidente dell’associazione Merqurio, Alfonso Trapuzzano, ha sottolineato come dal libro emerga la capacità di De Gregorio di unire, al suo impegno civico come opinionista sui principali temi della politica e dell’amministrazione cittadina, la sua capacità professionale, che sta portando risultati utili per il sistema di trasporti regionale. Su questo punto, lo stesso De Gregorio ha rivendicato, in qualità di presidente Eav, la messa in sicurezza del bilancio e l’inversione di tendenza che, «con le nuove assunzioni e con l’arrivo di nuovi treni, sta gradualmente determinando un miglioramento del servizio, sia dal punto di vista qualitativo che del numero di corse messe a disposizione dell’utenza.» Il presidente Eav ha ricordato, in particolare, come al suo insediamento il bilancio segnasse con «un debito pari a 750 milioni di euro, stazioni e infrastrutture in completo stato di abbandono, mentre adesso possiamo palare di un bilancio risanato, cantieri aperti e assunzioni sbloccate, non solo grazie all’impegno mio e dei lavoratori Eav ma anche grazie alla necessaria collaborazione con i governi regionale e nazionale, che ci hanno consentito di accelerare l’azione di risanamento.»

Un’inversione di tendenza rispetto al passato sottolineata anche dai segretari generali dei sindacati regionali dei trasporti di Cgil e Cisl, che però hanno anche segnalato le criticità ancora presenti. Per Alfonso Langella della Fit Cisl «c’è ancora tanto da fare. Il presidente è vulcanico e franco – ha aggiunto, – ma spesso perde troppo tempo a parlare anche con chi non rappresenta che se stesso», lo ha bacchettato. Una critica, riconosciuta come valida dallo stesso De Gregorio, e ribadita anche da Amedeo D’Alessio della Filt Cgil che ha auspicato «l’introduzione di norme più stringenti sulla rappresentanza sindacale per evitare che sindacati responsabili, come quelli confederali, che hanno sempre dialogato con l’azienda aiutandola nel portare avanti i piani industriali, possano essere danneggiati dal populismo di sigle che urlano, prendendosi uno spazio non giustificato dalla loro reale forza sindacale.»

Dalla tavola rotonda sono emerse anche tante altre tematiche che sono state oggetto dell’impegno giornalistico dell’autore negli ultimi anni, dalla manutenzione del verde pubblico, spesso abbandonato a se stesso, all’evasione fiscale. Questioni che nelle pagine di “Tra il dire e il fare” trovano una collocazione coerente con lo sguardo sempre attento dell’autore.

 

Tra il dire e il fare

di Umberto De Gregorio

Guida Editori

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Autore

Redazione

Merqurio - Quaderni socialisti Periodico di informazione politica, culturale e sindacale

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