In ricordo di Vera Lombardi

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In un tempo quale il nostro, segnato da indifferenza, ambiguità, vuoti di memoria sempre più frequenti e sonno della ragione, è buona pratica ricordare la figura di chi invece decise di non essere mai indifferente agli eventi del tempo che visse e di scegliere da che parte stare in modo chiaro e inequivocabile. Vera Lombardi – il cui secondo nome, Rosa, le fu dato in onore della Luxemburg – è stata una straordinaria interprete e protagonista della seconda metà del Novecento, dopo essere sopravvissuta al fascismo, al quale fieramente si oppose. Nel ventiquattresimo anniversario della morte la sua figura è stata più volte ricordata e le è stato dedicato un numero speciale della rivista “Infiniti Mondi”, presentato il 24 ottobre presso l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi”, alla presenza di numerose personalità della sinistra napoletana che l’avevano conosciuta e ne avevano condiviso parte del percorso e della militanza politica.

Vera Lombardi all’Ilva-Italsider di Bagnoli (Istituto per la Storia della Resistenza – Archivio Vera Lombardi)

Nata a Napoli l’11 aprile 1904 da una famiglia di tradizioni socialiste, Vera Lombardi era figlia di Giovanni, noto avvocato antifascista eletto nel 1919 nelle liste del Partito socialista nel Collegio Trani-Corato in Puglia, e di Rosa Pignatari, traduttrice insieme ad altri della pubblicazione delle opere di Marx ed Engels per “l’Avanti”. Oppositore del fascismo e più volte arrestato, il padre fu successivamente nominato presidente del Comitato di Liberazione Nazionale di Napoli e partecipò ai lavori per la stesura della Carta costituzionale. La sorella di Vera, Nora, sposò Enzo Tagliacozzo, che era ebreo, e per questo fu costretta, dopo la promulgazione delle leggi razziali del 1938, a lasciare l’Italia per fuggire a Londra. Naturale, ma assolutamente sentita, fu dunque la sua scelta di essere antifascista, aderendo alle formazioni clandestine e contribuendo alla lotta di liberazione facendosi carico di portare coraggiosamente dalla Francia in Italia importanti documenti (tra gli altri la Costituzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste). Dal 1932 insegnante di storia e filosofia, nel 1946 fu trasferita al Liceo Umberto di Napoli, che lasciò solo alla fine degli anni sessanta essendo divenuta ispettrice scolastica.

La sua vita fu percorsa da due grandi passioni: l’insegnamento e la politica. Scelse di militare nel tempo in partiti diversi della sinistra, ma soprattutto avvertì forte il bisogno di trasferire alle nuove generazioni le ragioni profonde dell’antifascismo. Proprio a questo scopo nel 1964, insieme ad altri esponenti democratici napoletani e campani, diede vita all’Istituto Campano per la Storia della Resistenza (di cui assumerà la carica di presidente dalla fine degli anni settanta), associato all’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (INSMLI), fondato da Ferruccio Parri nel 1949. Numerose e di vario genere sono state le esperienze politiche e culturali di cui la Lombardi si rese protagonista: il Movimento dei Lavoratori Italiani (MLI) negli anni cinquanta (poi Unione Socialista Indipendente, di cui facevano parte Valdo Magnani e Aldo Cucchi, accusati successivamente di essere veri e propri eretici e la cui esperienza “volgarmente” viene ricordata con l’epiteto di “Magnacucchi”), nel 1964 l’Istituto di Studi “Carlo Pisacane” e l’Associazione per il Risveglio di Napoli (ARN), il Sessantotto, nel 1972 la «Mensa dei bambini proletari», la scelta di essere capolista di Democrazia proletaria alle elezioni comunali, la presenza in Consiglio comunale tra il 1987 e il 1993. Negli ultimi anni della sua vita militò nel Partito della Rifondazione Comunista, essendo Democrazia Proletaria confluita nella formazione guidata prima da Sergio Garavini e poi da Fausto Bertinotti.
Per motivi anagrafici non ho avuto la fortuna di condividere con lei gli stessi anni di militanza nell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza (che appunto oggi porta il suo nome dopo la morte avvenuta il 26 ottobre 1995), ma ho avuto la fortuna di conoscerla negli anni in cui frequentavo da studente il Liceo Classico “Sannazaro”. Insieme ad altri, chiedemmo ed ottenemmo dal preside Michele De Vivo di poter invitare presso il nostro Liceo, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile (correva l’anno 1990), proprio Vera Lombardi, la quale accettò di discutere con noi in un’aula magna gremita. Ci colpì, ricordo, per la sua forza, nonostante l’età già avanzata, e per la chiarezza del suo linguaggio. Ci spiegò cosa significasse per lei essere antifascista e socialista. Una vera e propria lezione di vita, che per alcuni di noi fu forse decisiva per le successive scelte universitarie e lavorative. Quella stessa forza che ci aveva trasmesso in quell’incontro la rividi anni dopo in una fotografia ritrovata nell’Archivio a lei intitolato presente all’Istituto per la Storia della Resistenza, in cui la si vedeva, lei piccola, esile, quasi trasparente tenere desta l’attenzione di una sala gremita di operai durante una manifestazione all’Ilva-Italsider di Bagnoli, in cui ancora una volta aveva dato prova del suo “tenace amore” nei confronti dei lavoratori, “dei ceti più deboli, per la loro educazione e crescita civile e culturale”.
Così come è difficile non ricordare la sua interpretazione (sì, riuscì anche ad essere attrice!) nel bel film di Mario Martone “Morte di un matematico napoletano” del 1992, incentrato sulla figura di Renato Caccioppoli, in cui Vera Lombardi interpreta il ruolo di Maria Bakunin (zia dello scienziato napoletano) in una Napoli che appare fortemente dolente e i suoi intellettuali sembrano vivere la stessa condizione “di un pesce in un acquario”.
Nonostante siano trascorsi ventiquattro anni dalla morte, possiamo dire di sentire ancora oggi viva e vicina la sua lucida lezione di vita.

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Autore

Mario Rovinello

membro del direttivo dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea «Vera Lombardi», è stato nominato cultore della materia di Letteratura italiana all’Università Federico II. È docente di materie letterarie nei licei. È nel comitato direttivo delle riviste “il tetto”, “Meridione. Sud e Nord del mondo”, “Resistoria. Bollettino dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea Vera Lombardi”. Ha pubblicato numerosi articoli su quotidiani, riviste e libri collettanei. È curatore di libri sulla scuola e sulla Resistenza, tra cui L’onda della libertà. Le Quattro Giornate di Napoli tra storia, letteratura e cinema (ESI, Napoli, 2015). Ha curato con Ugo Maria Olivieri il dossier “Università e scuola”, pubblicato su “il tetto”, 2013. 

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