Il matrimonio tra aspetti sociali e psicologici

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Il matrimonio rappresenta il coronamento di un sogno d’amore tra due persone che decidono di condividere le emozioni, le sensazioni, le gioie, i dolori, le delusioni della vita insieme. Letteralmente, la parola “matrimonio” indica il rapporto di convivenza tra un uomo e una donna in accordo con la prassi civile, ed eventualmente religiosa, volto a garantire la sussistenza morale, sociale e giuridica della famiglia.

Per alcune persone l’aver contratto o meno matrimonio rappresenta una condizione che non altera in alcun modo l’investimento affettivo ed emotivo della coppia, per altri, invece, essa comporta differenze significative, sia sul piano sociale che sul piano psicologico. Con il matrimonio, infatti, la coppia acquisisce principalmente uno status ufficiale che viene condiviso e riconosciuto dall’intera società: attraverso il rito, il quale può coincidere sia con la cerimonia civile che con la celebrazione in un luogo di culto, si corona l’unione di due persone le quali vengono riconosciute formalmente come coppia davanti alle famiglie e alla collettività. Sul piano psichico, questa unione è spesso considerata una condizione rassicurante poiché il senso di appartenenza è un bisogno fondamentale nell’essere umano.

Il matrimonio è un evento spesso accompagnato da due paure principali, la prima riguarda la quotidianità che potrebbe essere percepita come noia, qualora il matrimonio favorisse momenti di stasi, senza slancio e quindi privi di entusiasmo. La seconda paura è rappresentata dalla paura di scoprirsi ad un tratto diversi, oppure accorgersi un giorno che l’altro è cambiato. Ad oggi, sono sempre meno le coppie che scelgono di sposarsi e, qualora scelgano di farlo, i processi motivazionali alla base della loro decisione, sembrano essere diversi da quelli di una volta.

I cambiamenti avvenuti nella società odierna hanno determinato delle profonde modifiche rispetto al fenomeno del matrimonio. Nelle passate generazioni, infatti, esso costituiva un passaggio obbligato, una tappa scontata all’interno del percorso esistenziale della maggior parte della popolazione, necessario per costruire una propria famiglia ed uscire dal nido familiare originario. Oggi, possiamo scegliere chi sposare, come, quando, ma non è sempre stato così: in passato il matrimonio tutelava il patrimonio e assicurava la discendenza, ci si sposava per pressione familiare o sociale, ciò vuol dire che raramente vi era possibilità di scelta.

In un recente studio condotto dagli ricercatori Shelly Lundberg e Robert Pollak (2007), volto ad indagare la complessità del matrimonio, analizzandone il valore culturale e il significato sociale, è emerso che prima degli anni ’50 la società occidentale era caratterizzata da una distinzione dei ruoli sessuali piuttosto rigida e basata sulla necessità di “complementarietà”, in cui la lotta per la sopravvivenza economica era sostenuta dall’uomo, mentre la donna, considerata prima di tutto madre, si occupava della gestione della casa e della crescita della prole. Secondo gli autori, un aspetto, che permette di comprendere la natura del matrimonio nella sua forma classica è rappresentato, infatti, dalla vulnerabilità della figura femminile, all’epoca tutelata dalla rigidità del patto matrimoniale e dalla quasi totale impossibilità di evadere da tale rapporto, sia in termini economici che giuridici e sociali.

A partire dalla metà del secolo scorso, la nostra società è stata protagonista di cambiamenti profondi che hanno ridefinito il ruolo del matrimonio, sempre più donne hanno scelto di proseguire gli studi posticipando il matrimonio aprendosi alla possibilità di intraprendere una carriera lavorativa significativa in termini di prospettiva e di crescita personale.

A tali fattori, si sono poi aggiunti i molteplici cambiamenti legislativi, che hanno reso possibile, in Italia nel 1974, di intraprendere la strada del divorzio, opzione gradualmente accolta all’interno della nostra società.

Oggi la coppia è cambiata, è andata via via trasformandosi, verso un tipo di relazione che potremmo definire “simmetrica” in cui entrambi i soggetti lavorano, guadagnano e si prendono cura insieme della casa e dei propri figli. Durante questi anni, abbiamo dunque assistito ad un fenomeno di perdita d’importanza di quei fattori esterni che tenevano saldo il matrimonio nel passato, come la divisione dei ruoli o la dipendenza economica. La stabilità del matrimonio dipende ora, sempre di più, dalla qualità del rapporto di coppia ovvero dall’equilibrio della relazione tra i partner e dalla qualità dell’amore presente nella coppia.

Un compito alquanto complesso è certamente quello di comprendere le dinamiche relazionali di coppia, attraverso la possibilità di individuare quali potrebbero essere le motivazioni inconsce che spingono una persona alla scelta di un partner specifico e non di una persona qualsiasi dal momento che la scelta del partner può nascondere spesso il desiderio di appagare dei bisogni infantili insoddisfatti.

Proprio perché l’amore rappresenta una “relazione unica e creativa” tra due persone, ogni relazione d’amore non può essere confrontata con quella di un altro, ogni amore deve quindi essere analizzato considerando le specifiche caratteristiche di personalità dei partner, della loro storia relazionale nel preciso momento storico in cui sorge. Le scelte dei partner sono condizionate spesso da motivazioni inconsce, a partire dall’adolescenza, le coppie possono spesso formarsi secondo diversi tipi di investimento del piacere, è possibile scoprire coppie le quali si basano sull’illusione di soddisfare un proprio bisogno senza però mai riuscire a costruire un rapporto maturo, all’interno del quale i due partner vivono in simbiosi e nella coppia non ci sono spazi di autonomia personale. Questa modalità di relazione tipica dell’età adolescenziale, se si protrae anche in età adulta, impedisce ai soggetti di raggiungere una vera maturazione. Spesso può capitare che gli individui si scelgano perché hanno intravisto nell’altro/a l’immagine del genitore di sesso opposto, oppure come potrebbe avvenire all’interno di una coppia narcisistica in cui il partner viene scelto perché rappresenta un’immagine di ciò che si è stati in passato, di ciò che si vorrebbe essere, di ciò che si è, in questa tipologia di rapporto apparentemente si ama l’altro, ma in realtà si ama sé stessi.

Dato che la comprensione reciproca e l’amore sono fattori soggettivi, la stabilità del matrimonio dipende oggi dalle singole caratteristiche dei soggetti presenti nella coppia e dalla loro capacità di incontrarsi e rispettarsi. Il periodo iniziale dell’innamoramento ad esempio è caratterizzato dal forte bisogno di stare insieme, vedersi, toccarsi, ascoltarsi, raccontarsi esperienze passate e condividere momenti di vita. Ciascuno abbandona il proprio mondo e modo di vivere per creare un comune progetto di vita che contenga entrambi i partner con le proprie esperienze passate.

Durante questa fase tutto avviene spontaneamente, come ad esempio l’essere gentili con il partner, dopo alcuni anni la gentilezza richiede, poi, l’attivazione delle nostre capacità di occuparsi del benessere della coppia.

Spesso si giunge al matrimonio pensando utopisticamente che tutto sarà roseo, trascurando il fatto che l’amore sia naturalmente un percorso caratterizzato da alti e bassi. Le crisi fanno parte di tale percorso, e in realtà, se affrontate correttamente, sono necessarie per la maturazione dell’amore di coppia, esse ci permettono di intraprendere nuove possibilità di vita insieme e di compiere passi in avanti nello sviluppo sia individuale che di coppia.

Solitamente i momenti di difficoltà dipendono dalla complessità di trovare un equilibrio tra autonomia e unione all’interno della coppia, raggiungendo un giusto bilanciamento tra il proprio spazio individuale e la ricerca di sicurezza e protezione nel rapporto con l’altro, in cui gli spazi individuali costituiscono parte integrante dell’amore di coppia, non costituiscono un limite ma rappresentano una modalità attraverso la quale poter sviluppare la propria individualità anche all’interno del matrimonio stesso, negoziando le reciproche esigenze e la tolleranza dell’altro, conservando una maggiore stabilità del loro legame.

Un ulteriore elemento in grado di conferire una  qualità “singolare” all’amore è la possibilità di sviluppare insieme nel tempo una storia comune, cercando di mantenere vivo il rapporto, senza lasciarsi consumare dalle abitudini, sperimentando insieme la sensazione di avere trovato un posto in questo mondo, impegnandosi costantemente, seguendo le diverse tappe evolutive, e operando attivamente con le nostre emozioni e sentimenti, attraverso il dialogo costruttivo, condizione migliore per chiarire le proprie posizioni, per poterle esprimere serenamente e comprendendo quelle dell’altro, senza spaventarsi dinanzi ad eventuali momenti difficili, perché solo affrontando la vita insieme sarà possibile camminare insieme nella vita, sorridendo delle proprie gioie soddisfatti delle difficoltà superate, l’uno accanto all’altro, sperimentando così quotidianamente le regole per crescere in armonia, attraverso un legame saldo e una comunicazione autentica tra partner, consapevoli delle emozioni che il comportamento di ognuno produce nell’altro.

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Autore

Antonietta Ferro

Psicologa Clinica e di Comunità, tirocinante ASL Napoli1 Centro

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