Eroe delle Quattro Giornate di Napoli: ma chi era davvero il “capitano” Stimolo?

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In occasione delle celebrazioni per il settantaseiesimo anniversario delle gloriose giornate napoletane del 1943 sarà presentato il 30 settembre, nella nuova sede della Cgil a via Toledo, l’importante ricerca di Gaetano Barbarulo confluita nel volume Una vita al cardiopalma. La vera storia di Enzo Stimolo, il ‘Capitano’ delle Quattro Giornate di Napoli (Edizioni Scientifiche Italiane, 2019). Il libro è stato pubblicato dalla storica casa editrice napoletana nella collana “La memoria narrata”, che richiama – e si richiama – a due tra le operazioni essenziali che compie l’intelletto umano: il ricordare e lo scrivere, avvicinandole fino a fonderle. Nulla più della memoria fornisce, infatti, «la chiave identitaria della nostra essenza e della nostra esistenza».

L’opera di Gaetano Barbarulo – autore di numerosi saggi dedicati alla topografia e alla toponomastica medievale napoletana e ai beni archivistici di antichi conventi domenicani della città – ricostruisce la vita di una delle figure «più incisive e riuscite tra quelle tratteggiate con maestria nello splendido film di Nanni Loy dedicato alle Quattro Giornate di Napoli», quella del ‘capitano’ Stimolo. Nella parte conclusiva della pellicola le truppe tedesche sconfitte lasciano la città accompagnati da un gruppo di rivoltosi che aveva assunto l’impegno di «garantirne l’incolumità fino ai limiti urbani». Tra questi il personaggio, interpretato da Gian Maria Volonté, in divisa militare, «si ferma, consegna il mitra a un compagno, si deterge il viso dal sudore e si allontana mentre la folla esultante inonda la strada». Tutti si chiedono chi sia, ma nessuno sa rispondere: «Mi pare che non ce lo ha detto mai il nome… Che ne saccio, era…’o capitano…».

Ma chi era veramente costui? L’autore, ricorrendo a una attenta disamina delle fonti e dei documenti archivistici da lui consultati e studiati negli ultimi anni, «contro un muro di rimozioni e contraffazioni (alimentate dalla stessa condotta di Stimolo sin dagli anni giovanili)», è riuscito a dipingere un ritratto attendibile del ‘capitano’, che nel corso della sua esistenza ha avuto, possiamo dirlo, «più vite»: da piccoli reati a tante prove avventurose («Adolescente in fuga, compra, per motivi che ignoriamo, una divisa da marinaio; durante il servizio militare, racconta poi di essere un tecnico di bordo…»), fino al coinvolgimento nelle Quattro Giornate – mostrando coraggio e determinazione contro il nazifascismo, – e la successiva scelta di diventare agente sotto copertura al servizio dei servizi segreti degli Alleati, fino a una presunta morte.

Come ha scritto anche Guido D’Agostino, il lavoro di Barbarulo può essere letto «come un vero e proprio romanzo, quasi un ‘noir’, o a capitoli di una vita avventurosa, spericolata, ma anche straordinaria per coraggio e fedeltà ad imperativi interiori». Insomma, un libro importante, che ci consente nuovamente di riflettere e ricordare una delle pagine più belle della storia della città, di cui ancora oggi tutti noi dobbiamo essere fieri e dalla quale è ancora possibile trarre spunto per il nostro desolante presente.

 

 

Una vita al cardiopalma

di Gaetano Barbarulo

Edizioni Scientifiche Italiane

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Autore

Mario Rovinello

membro del direttivo dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea «Vera Lombardi», è stato nominato cultore della materia di Letteratura italiana all’Università Federico II. È docente di materie letterarie nei licei. È nel comitato direttivo delle riviste “il tetto”, “Meridione. Sud e Nord del mondo”, “Resistoria. Bollettino dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea Vera Lombardi”. Ha pubblicato numerosi articoli su quotidiani, riviste e libri collettanei. È curatore di libri sulla scuola e sulla Resistenza, tra cui L’onda della libertà. Le Quattro Giornate di Napoli tra storia, letteratura e cinema (ESI, Napoli, 2015). Ha curato con Ugo Maria Olivieri il dossier “Università e scuola”, pubblicato su “il tetto”, 2013. 

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