Appello dei cittadini per Bagnoli

0

Appello dei cittadini per Bagnoli: sulle scelte, coniugare decisione e partecipazione

Appello di 80 tra intellettuali e cittadini che chiedono di riaprire la discussione sul futuro di Bagnoli, per coniugare decisione e partecipazione.

Dopo il dissequestro dei suoli dell’ex area industriale di Bagnoli, e la firma del decreto presidente repubblica, restano intatte tutte le altre problematicità.

Con questo documento, indirizzato al governo, alle Istituzioni locali, alle forze politiche e sociali, alle associazioni e ai movimenti della Campania, i sottoscrittori intendono porre 11 quesiti/punti programmatici  per richiamare la loro attenzione sul piano per il riuso urbano dei suoli e evitare che si  ripeta a Bagnoli un ennesimo e definitivo fallimento. 

  • Ad un anno dal suo insediamento, non si capisce ancora come il Commissario Floro Flores intende dimostrare di non voler rappresentare la continuazione di un fallimento?
  • Avvertono i vari soggetti in campo l’inadeguatezza di uno strumento (Commissariato) che non ha mai dato buona prova di sé, anzi in molti casi ha aggravato i problemi che doveva risolvere?

A Bagnoli il Commissariato durerà per molte consiliature (forse 4 o 5), un tempo interminabile di sospensione della democrazia rappresentativa.

Commissariamento ritenuto da alcuni necessario dopo decenni di inazione, fallimenti e ritardi ma del cui destino è ora utile parlare, a cinque anni dallo SbloccaItalia. Anche l’impostazione da “grande opera” si sta rivelando fallimentare, forse bisogna recuperare la logica della pianificazione urbana, con programmi poliennali realmente operativi e in sincrono con le convenienze e le fattibilità del momento.

  • Posto che al Commissario toccherà il compito di fare rete, squadra e mettere a sistema i mondi vitali del territorio, come si conciliano decisioni e partecipazione nel quadro dato?
  • Come si strutturerà il coinvolgimento della Cittadinanza attiva sul territorio?
  • Condizioni preliminari per il successo dell’operazione Bagnoli sono: la bonifica integrale dei suoli, del mare e degli eventuali inquinanti atmosferici; la risoluzione del fallimento di Bagnoli Futura; l’acquisizione e la vendita dei suoli ex FINTECNA; l’applicazione del principio che chi inquina paga. In ultimo bisognerà toccare quel vero e proprio santuario rappresentato dalla Cementir di Caltagirone. Operazioni lunghe, complesse e difficili, caratterizzate da un groviglio quasi inestricabile di questioni giuridiche, economiche e politiche, dipanabili solo attraverso un paziente processo di governo pianificato del recupero urbano.

I costi della bonifica lievitati da 90 a 320 milioni di euro, senza che se ne conoscano le ragioni. La mappa di valutazione dei rischi, condizione essenziale per la destinazione dei suoli, è un servizio segreto: INVITALIA dice di esserne in possesso, ma non la rende pubblica. Come si procederà?

  • Rigenerazione urbana: il costo dell’intera opera è stimato in maniera incerta in 2mila milioni di euro, di cui 1.200 milioni di euro per le infrastrutture di trasporto che spettano alla Regione Campania.

Serve una dettagliata analisi dei costi che porti ad una corretta programmazione della spesa che si faccia carico anche delle strozzature del quartiere di Bagnoli. Governo e Commissario hanno contezza di tutto questo?

  • Nel percorso attuativo del progetto le regole da seguire, anche se peggiorate dall’attuale governo, dovranno saper coniugare legalità, trasparenza e partecipazione. Questa non è una domanda ma dovrà essere una certezza.
  • L’intesa interistituzionale NON È LA TAVOLA DELLE LEGGI, presenta molte criticità: il parco verde, gli alberghi, il centro commerciale, la linea di costa, Città della Scienza, il porticciolo turistico, le fabbriche innovative. Siamo d’accordo?
  • Il cuore del progetto è rappresentato certamente dal ripristino della linea di costa, della spiaggia libera, dal mare pulito, dal parco verde, in una Napoli dove il verde è carente, dal parco dello sport. Queste realizzazioni però non producono ricchezza e la loro sopravvivenza è garantita solo dalla mano pubblica. Si tratta di trovare un equilibrio tra interventi pubblici e privati. Ciascuno deve fare la sua parte, sapendo bene qual è. Quale si pensa che debba essere tale equilibrio?
  • Istituire un museo del lavoro come fattore identitario del luogo, un monumento ai lavoratori caduti sul lavoro, preservare in loco l’archivio storico e il Circolo dell’ILVA così com’è, e dove è, oppure in alternativa in altro sito, sempre all’interno dell’area industriale ex Italsider di Bagnoli. Queste sono un insieme di azioni positive che legano con un filo spesso passato, presente e futuro.

I sottoscrittori ritengono che INVITALIA debba essere affiancata nella bonifica da un comitato tecnico/scientifico costituito da CNR, Università Federico II, Istituto Superiore della Sanità e ARPC e che vada costituito un organismo di consultazione permanente, con parere obbligatorio ma non vincolante, che segua tutto il percorso di rigenerazione urbana di Bagnoli.

  • Non è contradittorio e paradossale che nello stesso giorno in cui la Cabina di Regia approvava il PRARU i Ministri Buonafede e Trenta del governo giallo/verde presentavano in pompa magna un protocollo d’Intesa dove annunciavano che la Caserma Cesare Battisti, ubicata a 100 metri dal SIN (sito di interesse nazionale) ex area industriale Italsider, diventerà carcere di prima accoglienza, a supporto di quello minorile di Nisida e di quello femminile di Pozzuoli? Scoordinamento o altro?

 

Primi firmatari dell’appello

Alessandro Dal Piaz (presidente onorario dell’associazione “Mai più amianto”), Paolo Giugliano (presidente dell’associazione “Mai più amianto”), Giovanni Sannino (direttore generale dell’associazione “Mai più amianto”), Enzo Sansone, Elena Bruno, Gennaro Lupo, Luisa Pastore, Aldo Pizzo, Claudio Russo, Peppe Miccio, Giovanni De Falco, Nino Cavaliere, Enzo Parziale, Francesco Saverio Coppola, Giuseppe Biasco, Osvaldo Cammarota, Massimo Nascia, Antonio Graniero, Massimo Menegozzo, Giuseppe Gentile.

 

Condividi

Autore

Redazione

Merqurio - Quaderni socialisti Periodico di informazione politica, culturale e sindacale

I commenti sono chiusi.