Aghi di Pino

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Tratto dal libro Aghi di Pino di Antonio Schiavo, edito da Guida Editori
Eppure ne aveva viste di giornate primaverili torride, come se fosse Agosto. Ma una come quella ,in tutta la sua vita, non se la ricordava. E di anni ne aveva sessantacinque.
Afosa da fiaccarlo completamente ,con l’umido che pareva sedimentarsi, implacabile, su cose e persone.
Stava attendendo l’autobus da un buon quarto d’ora. Alla fermata solo quattro o cinque signore, probabilmente infermiere o badanti.
Sicuramente dell’Est Europa: spolverini da mercato dell’usato su pinocchietti dai colori improbabili attillati su natiche debordanti e quadricipiti da calciatori in disarmo.
Meches biondo cenere su visi sudaticci già di prima mattina.
Ettore Baldi le osservava immaginandole al lavoro a domicilio o in qualche ospedale, alle prese con cateteri e padelle, con drenaggi e pannoloni da cambiare.
Pensava che erano entrate praticamente a far parte delle famiglie italiane, dove ormai quasi tutte le donne avevano un lavoro e non potevano rimanere in casa per accudire persone anziane o comunque non autosufficienti.
Bulgare, rumene ,ucraine. Si accollavano un lavoro pesante che nessuno poteva (o voleva) più sostenere.
In quarant’anni non era cambiato praticamente nulla. Quasi tutte lavoravano a nero, qualcuna si affezionava, altre le dovevi controllare a vista per paura di furti in casa o maltrattamenti ai malati.
Comunque non se ne poteva fare a meno.
Lui quella mattina di inizio aprile era diretto all’ambulatorio del Santa Rita per un prelievo e una radiografia.
“Ettore” gli aveva detto il medico di famiglia, un suo vecchio compagno di scuola con cui praticamente aveva condiviso infanzia e adolescenza “questa tua tosse continua e stizzosa non mi piace. È vero che hai un’età ma siccome hai smesso di fumare da un po’ non capisco perché spesso vai in sopraffiato e ti stanchi subito. E quella febbriciattola serale poi…
Ti sei mai fatto un bel check up?”.
“Dottore illustre” gli aveva risposto lui più divertito che preoccupato “ma chi te le dice ‘ste cose? È stata sicuramente mia figlia Lorenza. Non so da chi ha preso: né io né mia moglie Francesca siamo stati mai così apprensivi. Lei è stata in ospedale solo per partorire e quando si è rotta il polso e poi si è fatta visitare si e no dieci volte nella vita. Lorenza invece è sempre molto attenta alle cose della salute, ma non pensavo che fosse così preoccupata anche per me”.
“Fai come cavolo vuoi” gli aveva ribattuto a muso duro il dottore “fosse mio padre, l’accertamento glielo farei fare!” E poi, se come vai cianciando da una vita, sai quando devi morire, man mano che vai avanti quel giorno si avvicina e quindi meglio fare qualcosa per rimandarlo”.
Effettivamente, questa volta Ettore aveva replicato al medico più per un riflesso condizionato che per convinzione tant’è che due giorni dopo aveva seguito il suo consiglio ed era ad una fermata di autobus per recarsi dove l’altro gli aveva ordinato.
Mentre rifletteva vide il 35 barrato che si avvicinava; le sue prossime compagne di viaggio avevano smesso di parlare fitto fitto fra loro e lo avevano raggiunto al bordo del marciapiede.

 

Aghi di Pino

di Antonio Schiavo

Guida Editori

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Autore

Antonio Schiavo

Antonio Schiavo, 61 anni, originario di Ravello. Sposato con Giulia, ha due figli: Mario e Alessia. Ha lavorato in Poste Italiane come Responsabile del Settore pacchi e corriere espresso. Ha pubblicato saggi sui Beni Culturali e Ambientali e nel 2015 il suo primo romanzo “Questa volta non è stata colpa mia” edito da Albatros-Il Filo. Collabora con il quotidiano on line “Il Vescovado”. Vive a Signa.

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