«Il mio impegno con il Pd per un’Europa aperta, inclusiva e giusta»

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Un’Europa aperta, inclusiva e giusta: è questa la prospettiva per la quale lavora il Partito democratico, ed è per questa idea di progresso sociale e civile che ho deciso di impegnarmi, come candidato capolista nella circoscrizione Sud Italia della lista “Pd-Siamo europei” alle elezioni del 26 maggio.
Ho accettato di candidarmi per spirito di servizio, perché quando uno, nella sua carriera, ha avuto tanto, come è capitato a me, ha il dovere di restituire qualcosa al Paese, quando ne ha la possibilità. E il mio obiettivo, nel caso dovessi essere eletto, sarà quello di continuare il lavoro per la cooperazione giudiziaria internazionale che avevo iniziato da procuratore nazionale antimafia. Conto di mettere a frutto la mia esperienza per contrastare i fenomeni di criminalità organizzata e corruzione che, ormai, seguono logiche e strategie internazionali, sfruttando anche i paradisi fiscali che ancora si nascondono nel nostro continente.
Si tratta di temi che possono apparire lontani dalla vita di ogni giorno, ma che hanno, invece, ricadute drammatiche concrete, come dimostra il recente caso della piccola Noemi, vittima innocente di un regolamento di conti legato al traffico di droga a Napoli, e che speriamo possa guarire al più presto e tornare a casa. Si tratta di un caso simbolo, ma sono tanti gli episodi di criminalità che vengono alla luce (quotidianamente sentiamo parlare di racket, stese e baby gang), e ancor di più quelli dei quali non sappiamo niente, perché non si denuncia per paura.
A fronte di tutto questo, in Italia c’è un governo che, invece di lottare contro le mafie e il degrado, ha il volto di un ministro dell’Interno che accorre in soccorso dei giustizieri fai da te, e si fa fotografare con armi in pugno, dimenticando che, nelle democrazie avanzate, è lo Stato a detenere il monopolio dell’uso della forza, attraverso le forze dell’ordine.
A questa deriva giustizialista e sovranista, che si nutre della paura e che cerca di convincere i cittadini italiani ed europei che la causa di tutti i nostri problemi sono gli immigrati e la stessa Unione europea, va messo un freno.
In questa campagna elettorale ho incontrato tanti cittadini meridionali che chiedono un cambiamento e che sperano che la sinistra possa tornare a rappresentare i loro bisogni e le loro speranze: sarà un cammino lungo, ma stiamo lavorando per questo. Come ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, la lista unitaria della sinistra riformista che abbiamo messo in campo per le Europee è l’unica che, in caso di vittoria, può chiudere questa fase politica e mandare a casa questo governo che fa solo demagogia e propaganda, aggravando i problemi del Paese, come dimostrano anche i più recenti dati economici e statistici.
La verità è che, contrariamente a quanto affermato da Lega e M5s, senza l’Europa l’Italia non avrà un futuro di benessere e sviluppo. Un’Europa, naturalmente, diversa rispetto a quella degli ultimi due decenni in cui si è sottovalutato il problema della crescente disoccupazione.
Quello che cerco di lanciare, a nome del Pd, è un appello alla società civile del Mezzogiorno affinché scommetta su una rinascita che, partendo dalla legalità, persegua la giustizia sociale in un’Europa che deve chiudere la stagione dell’austerità per aprire quella della crescita e dello sviluppo.
Se dovessi avere l’onore di rappresentare il Paese a Strasburgo, mi batterò per questo, per un’Europa che torni ad essere leader nella ricerca, nella cultura e nell’innovazione, tecnologica e sociale, e che torni ad essere un luogo di dialogo ed accoglienza, crocevia di popoli e non concentrato di egoismi e violenza.

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Candidato capolista della lista Pd-Siamo europei nella circoscrizione Sud Italia

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