Area Nord di Napoli, i Comuni scendano in campo con sportelli antiracket

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La recrudescenza dell’azione camorristica nell’area Nord di Napoli con le ripetute esplosioni di ordigni ad Afragola è la punta di un iceberg dell’attività di racket che desta preoccupazione. Non a caso più volte l’assessore regionale alla Legalità, Franco Roberti, ha segnalato una grande preoccupazione sul fronte delle estorsioni sul territorio. Un’attività malavitosa che, diversamente dal passato, viene esercitata da paranze che operano su negozi e piccole imprese, colpendo spesso nel segmento dell’edilizia. Un ponteggio, l’inizio di una ristrutturazione condominiale mettono in movimento un processo estorsivo.
Le azioni sempre più frequenti di polizia e carabinieri necessitano di andare insieme ad un’azione di sostegno delle vittime. Infatti, chi subisce pratiche estorsive, oltre a denunciare deve uscire dallo smarrimento dell’isolamento, dalla paura che ingenera la logica del “quasi quasi pago”. C’è la necessità di sostenere chi fa giusta azione di denuncia, e sul tema è bellissima la lettera di Libero Grassi al suo estorsore pubblicata tanti anni fa dal Giornale di Sicilia.
L’isolamento lo si supera in gruppo, formando reti. Le amministrazioni locali dovrebbero favorire e creare la presenza sui territori di sportelli antiracket, con bandi ad hoc, sfruttando i beni confiscati delle associazioni che svolgono questa attività. Solo grazie al connubio di questi sportelli con lo straordinario lavoro delle forze dell’ordine sui territorio sarà possibile sconfiggere il racket e produrre una presenza forte di aiuto a chi è vittima di estorsioni.

Di seguito, il testo della lettera di Libero Grassi pubblicata sul Giornale di Sicilia il 10 gennaio 1991:

“Caro estortore,
volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia.
Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo.”

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Autore

Osvaldo Barba

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