“Marx ancora attuale, la sinistra sbaglia a dimenticarlo”. Intervista a Sebastiano Maffettone

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Di Karl Marx, pensatore tornato di moda, gli editori si contendono in edizioni critiche sempre più curate non solo “Il capitale”, ma tutte le opere, anche le minori. L’anno scorso, in occasione dei duecento anni dalla nascita, sono usciti almeno trenta volumi tra riflessioni critiche sul pensiero marxista e l’influenza più o meno riuscita che ha avuto sul comunismo. Sebastiano Maffettone, filosofo napoletano, a lungo consulente per la cultura del governatore della Campania Vincenzo De Luca, ha appena pubblicato per la casa editrice dell’università Luiss, dove insegna Filosofia politica, “Karl Marx nel XXI secolo” (pagine 212, euro 12).

Professore Maffettone, è ancora attuale Marx?
«La maggior parte degli ex marxisti lo ha messo nel dimenticatoio. Grande errore. Comunque lo si voglia giudicare dal punto di vista dell’impegno politico, è stato un grande pensatore, se vogliamo un classico, dal quale la sinistra deve rifondarsi. Quello che ancora è attuale di Marx non è la teoria economica, ma le tesi sulla lotta di classe e i concetti di sfruttamento e alienazione».

Roba vecchiotta, non trova?
«Parlare di lotta di classe, alienazione e sfruttamento equivale a parlare di giustizia sociale, tema eterno e mai risolto. Marx fu molto più un lucido critico del capitalismo che un sostenitore teorico del comunismo. Il suo pensiero, nell’epoca del trionfo del neoliberalismo, è imprescindibile per la teoria politica contemporanea».

Marx ideologo dei no global e dei gilet gialli?
«Marx era un intellettuale sofisticato, presupponeva che tutti avessero capito Hegel. Engels gli ripeteva che i suoi libri davano per scontato nel lettore una cultura molto alta che pochi avevano, e così avrebbe venduto pochissimo, ma lui non se ne importava. Quindi mai avrebbe acconsentito a legare il suo nome alla violenza. Però nessuno può negare che Marx abbia intuito il fenomeno della globalizzazione, criticandolo, un secolo prima che accadesse, così come è riuscito a intuire che un giorno scienza e tecnologia avrebbero giocato un ruolo fondamentale per il progresso ma anche per la destabilizzazione sociale».

Però ha scritto il Manifesto del partito comunista
«Prima che a favore del comunismo, Marx ha scritto contro il capitalismo, in un rapporto di dieci a un milione. Il suo tema principale è la denuncia della schiavitù dell’uomo nella società capitalista. Ha inventato la parola “alienazione”, che significa sentirsi umiliati in un sistema dove non capisci per chi lavori, perché non lavori per te stesso ma per un altro che ti sfrutta».

È vero che Marx fu grande pensatore ma un piccolo uomo?
«Un genio del pensiero ma capace di infime bassezze. Appena se ne presentava l’occasione spillava soldi a Engels, ha avuto un figlio con la domestica mentre i figli avuti con la moglie, da cui si faceva mantenere, morivano di fame perché non era capace di mantenere un bilancio casalingo. Non è il modello ideale per una femminista, aveva notevoli difetti, ma io esalto il suo pensiero».

Lei si definirebbe, nel 2019, un marxista?
«Non lo sono mai stato, però di Marx mi ha sedotto la capacità magica di mescolare saperi disciplinari diversi alla luce di un’immensa cultura filosofica e di una visione generale ineguagliabile».

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Autore

Ugo Cundari

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