«Immigrati capro espiatorio di un governo che non sa risolvere i problemi». Colloquio con Quaddorah, responsabile immigrazione della Cgil Campania

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«Il governo Conte specula sull’insicurezza, sulla paura, sull’incertezza, sul futuro degli italiani, individuando l’immigrato come capro espiatorio dei problemi dell’Italia, come il nemico da “abbattere”, insistendo su una politica demagogica, populista, di distrazione di massa, che serve solo a mettere la polvere sotto al tappeto, senza affrontare i veri problemi, i bisogni e le aspettative che il popolo italiano ha e le soluzioni che si aspetta da questo governo». Jamal Qaddorah, responsabile delle politiche dell’immigrazione della Cgil Campania, è impegnato quotidianamente, da decenni, sul terreno dell’integrazione e della lotta al razzismo e mette in allarme sul tentativo del ministro dell’Interno Salvini di imporre un’agenda politica in cui gli slogan e la demagogia servono a coprire l’incapacità del governo Conte di affrontare i veri problemi dell’Italia. «Non è certo il diverso o l’immigrato il problema di questo Paese – dice, – ma lo sono sicuramente le mafie, la camorra, la disoccupazione e la povertà; ci sono famiglie senza casa, c’è gente che non ha la possibilità di curarsi, di mantenere i propri anziani o crescere i propri bambini. Il risultato della politica di questo governo è che genera fenomeni pericolosi di intolleranza, di razzismo, di aggressione nei confronti di extracomunitari. Una politica che sì colpisce l’immigrato, ma che prima di tutto è un attacco grave e pericoloso alla democrazia del nostro Paese e ai valori espressi dalla nostra Costituzione», sottolinea.

Secondo i più recenti dati del Viminale, nel 2018 sono sbarcati in Italia “solo” 14.441 immigrati, il 77,45% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017, quando furono 64.033: un risultato frutto della politica del ministro dell’Interno precedente, Marco Minniti. Ciò nonostante, il governo Conte, ed in particolare il ministro Salvini, continuano a soffiare sul fuoco, gridando all’emergenza e facendo a pugni con i partner europei. «Un problema immigrazione esiste, è vero – ammette Quaddorah, – ma non solo in Italia, come si vuol far credere: è un problema mondiale. In Europa vanno rivisti gli accordi di Dublino, il presidente francese Macron certamente non può dare lezioni all’Italia sotto il punto di vista dell’accoglienza, e nemmeno la Spagna può farlo, ad eccezione della vicenda Aquarius. Bisogna accordarsi su una reale distribuzione degli immigrati tra le varie nazioni della comunità europea e puntare maggiormente sull’inclusione e sull’integrazione degli immigrati, perché in Europa non c’è mai stata una reale politica sull’immigrazione». Una miopia che poi genera problemi enormi sui territori. «A Napoli, ad esempio – racconta, – è dal 2016 che denuncio una situazione ai limiti, esplosiva, a piazza Garibaldi. Ogni giorno, in questa zona, confluiscono migliaia di immigrati perché i centri d’accoglienza non fanno il loro dovere, lucrano sugli immigrati senza dar loro il minimo di decoro e di assistenza e questi poveri ragazzi, per non stare in centinaia ammassati dalla mattina alla sera in piccole stanze, vagano per la città senza saper cosa fare. La verità è che tante cooperative lucrano sulla loro pelle e che non esiste una vera politica sull’immigrazione: è su questo che dovrebbe intervenire il governo, senza continuare ad alimentare tensione con gli slogan».

Una tensione che purtroppo ha portato ad un aumento, nelle ultime settimane, dei casi di violenza contro gli immigrati: prima l’omicidio di Sacko Soumaila in Calabria, poi spari a Caserta e anche nel centro di Napoli, al corso Umberto, contro extracomunitari che passeggiavano inermi. «La situazione – commenta Quaddorah – sta diventando sempre più pericolosa, l’immigrato oggi si sente mortificato ed è anche molto incazzato per la politica populista di questo governo, perché sta diffondendo, sempre più, nella testa della gente l’associazione automatica tra lo status di extracomunitario e quello di criminale, quando non è affatto così. La comunità è impaurita, si sente bersaglio: quando 10 anni fa furono massacrati 6 innocenti immigrati del Ghana, nella tristemente famosa strage di Castel Volturno ad opera della camorra, la sera stessa io arrivai lì e la comunità africana, angosciata e terrorizzata, mi disse: i bianchi ci odiano, i bianchi ci vogliono uccidere tutti! parole angoscianti, tristi, che pensavo di non dovere più ascoltare, ma purtroppo questa paura sta tornando, ed è terribilmente disumano doverla riascoltare».

Per il responsabile immigrazione della Cgil Campania, però, non bisogna cedere a chi vuole alimentare le divisioni. «Io ho un’esperienza trentennale in Italia sulla questione immigrazione e, nonostante tutto – sottolinea, – sono fiducioso perché l’Italia non è stato mai un paese razzista, nonostante la Lega e la destra ottusa. Abbiamo avuto in questi anni tante esperienze positive di integrazione, e non dimentichiamoci che 2,4 milioni di immigrati occupati in Italia hanno prodotto quasi 131 miliardi di ricchezza per il nostro Paese, contribuendo al 9% del pil nazionale, pagando oltre 7 miliardi di Irpef e versando contributi previdenziali per oltre 11 miliardi. L’immigrazione è una risorsa a cui l’Italia non può rinunciare perché, oltre ad essere produttivi, gli extracomunitari svolgono lavori che gli italiani non vogliono più fare. Gli italiani si renderanno conto che lo straniero non è il colpevole dei problemi della nostra nazione e, quando si scioglierà il ghiaccio e verrà fuori realmente tutto quello che ci sta sotto, sono convinto – conclude – che la politica populista e xenofoba di questo governo non avrà lunga vita nel nostro Paese».

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Autore

Francesco de Rienzo

Componente Comitato Direttivo della C. d. L. M. di Napoli e Coordinatore Slc-CGIL Almaviva-Napoli

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