“Connessi al Futuro: Industria 4.0”, rischi e opportunità per lo sviluppo della Campania

0

Connessi al Futuro, lavoro e sviluppo in Campania nell’industria 4.0” è il titolo del convegno che Merqurio ha tenuto ad aprile ed al quale hanno partecipato, coordinati dal consigliere regionale Gianluca Daniele, il presidente dell’Associazione Merqurio, Osvaldo Barba, Umberto Gargiulo, professore associato di diritto del Lavoro, il direttore generale dell’Unione industriali di Napoli, Michele Lignola, l’assessore al Lavoro e alle Attività economiche del Comune di Napoli, Enrico Panini, l’assessore alle Attività produttive della Regione Campania, Amedeo Lepore, il segretario generale Filctem Cgil Nazionale, Emilio Miceli, e Fabrizio Solari segretario generale del Slc Cgil nazionale.

Un dibattito a tutto campo sulla quarta rivoluzione industriale che prospetta un mondo nuovo nel quale gli androidi sostituiranno in gran numero gli uomini nella quotidianità e nella produzione industriale che sarà sempre più interconnessa ed automatizzata.

Utilizziamo ed utilizzeremo sempre più parole anglosassoni come big data, cloud computing, internet of thing, smart factory; termini che possono provocare smarrimento e interrogativi in chi è nato in un’epoca nella quale si insegna ancora a scrivere con la penna e a “connettersi” con le persone guardandole dritto negli occhi. Nel contempo, ci rendiamo tutti conto che questa è una rivoluzione necessaria, fondamentale per le nuove e future generazioni, anche della Campania.

La riflessione sulla quale si è concentrato il convegno di Merqurio è stata incentrata soprattutto sulle ricadute occupazionali di questa rivoluzione che ci attende che, secondo alcuni studi, potrebbe provocare una grossa perdita di posti di lavoro. Sarà così, oppure grazie all’innovazione, all’intelligenza artificiale, e alla contestuale crescita di produttività, vedremo, con l’aumento di investimenti e profitti, la creazione di nuovi posti di lavoro? E ancora: dobbiamo farci travolgere emotivamente da scenari apocalittici oppure con ottimismo cavalcare l’innovazione convinti di poterne raccogliere solo benefici?

Siamo dinnanzi alla quarta rivoluzione industriale (la prima, nel ’700, fu caratterizzata dall’ingresso nel sistema produttivo delle macchine a vapore; la seconda, nel 1870, dall’introduzione dell’elettricità, dei prodotti chimici e del petrolio; infine, la terza, negli anni ’70 del ’900, dall’utilizzo di robot industriali e computer). La rivoluzione 4.0, è ormai in atto da anni nel mondo dell’industria globale, dove la robotica e le nuove tecnologie digitali stanno sostituendo progressivamente il lavoro dell’uomo, attraverso la connessione tra sistemi fisici e digitali, l’utilizzo di macchine intelligenti, automatizzate, interconnesse e collegate a internet. Assistiamo ad un passaggio epocale che deve essere governato con attenzione perché bisogna fare in modo che le nuove sfide tecnologiche non producano ulteriori diseguaglianze fra le persone, cioè tra generazioni digitali e analogiche, tra territori forti e deboli, tra industrie grandi e piccole, tra nord e sud.

Le tecnologie devono essere, in particolare per la Campania, come più volte ribadito durante il convegno, un’opportunità di sviluppo, ma è necessario che questi processi d’innovazione vengano sostenuti da un territorio ‘smart’ (cioè intelligente) con un’infrastruttura tecnologica adeguata che sia di supporto alle tecnologie stesse. Per questo abbiamo bisogno di una formazione qualificata e riqualificante che quindi necessita del coinvolgimento delle Università del territorio che devono avere un ruolo centrale, insostituibile, in questo fondamentale processo formativo.

La Campania si appresta a seguire la strada tracciata dall’Europa e dalle misure introdotte per il “Piano nazionale Industria 4.0” nella legge di bilancio 2017, rafforzate in quella 2018, che ha come obiettivo di promuovere lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione delle imprese italiane puntando sullo sviluppo industriale, sull’innovazione e sulla competitività delle aziende. Si tratta di un percorso che porterà ad una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa; per favorirlo si stanno mettendo in campo, a livello nazionale e locale, ma anche europeo, dei piani di sviluppo ad hoc.

Nel corso del dibattito si è anche discusso delle opportunità e potenzialità insite nella digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione, nonché delle misure messe in campo in questo ambito dalle amministrazione pubbliche campane, sia dalla Regione che dai Comuni. A tal proposito, il consigliere regionale Gianluca Daniele, nel suo intervento, ha evidenziato come l’Ict (Information Communication Tecnology) “rappresenti una grande occasione per un’occupazione che abbia requisiti di qualità e, proprio in tale direzione, è stata concepita  l’Agenda Digitale 2020 per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e delle imprese di nuova generazione”. Inoltre, Daniele ha segnalato quanto sia “fondamentale integrare lo sviluppo tecnologico e l’era dell’informatizzazione con i nuovi diritti affinché la tutela dei lavoratori resti obiettivo prioritario di tutte le istituzioni”.

Michele Lignola, direttore generale Unione industriali di Napoli, ha poi sottolineato l’impatto che tale rivoluzione avrà “sulla vita quotidiana delle persone e sull’intera società. Dunque rinnovare in modo continuo le competenze – ha spiegato – sarà lo strumento necessario a garantire ai giovani la preparazione essenziale per una società in incessante mutamento”.

Tema, quello della trasformazione culturale ed epistemologica affrontato anche da Fabrizio Solari, segretario generale Slc Cgil nazionale, con particolare attenzione al bisogno “di dotarsi di strumenti adeguati per affrontare un cambiamento inevitabile ed auspicabile. Infatti il Piano 4.0 pone nuovi problemi relativi anche alle nuove tutele e dunque – ha sottolineato – occorrono riforme per garantire che il lavoro non debba  pagare i costi di questa nuova tecnologia”.

Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività economiche Comune di Napoli, ha posto l’accento “sull’importanza delle infrastrutture affinché il nostro territorio, per competere sul versante 4.0 dell’industria, possa contare su investimenti in innovazione e attività, reti tecnologiche, università e sapere giovanili”. Anche l’assessore alle Attività produttive della Regione Campania, Amedeo Lepore, ha evidenziato come sia “importante la normativa per gli investimenti sul territorio” accennando all’adozione della Regione “di una strategia di connessione, con una legge sull’Industria 4.0 che non solo è un punto di riferimento normativo, ma è concretamente l’asse che è stato seguito per finanziare i progetti di investimento in Campania e che ha permesso di fornire alle imprese, insieme al governo, 850 milioni di incentivi per un miliardo e mezzo di investimenti e per oltre 21mila tra nuovi occupati e lavoro salvaguardato nelle aziende”.

Nel corso del convegno è stato, inoltre, evidenziato come in Campania le imprese digitali siano cresciute del 27% negli ultimi anni e come la regione sia al terzo posto in Italia per numero di imprese digitali. E’ dunque necessario sostenere quelle industrie, ma soprattutto quelle attività che consentono un allargamento e un’innovazione del lavoro, attraverso l’acquisizione di nuove professionalità, di nuove competenze, di cui la Campania è ricca, senza penalizzare i lavoratori.

Condividi

Autore

Francesco de Rienzo

I commenti sono chiusi.