Violenza sulle donne, la Campania stanzia duecentomila euro per il sostegno alle vittime

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Il 25 novembre si è celebrata la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Per giorni si sono susseguite iniziative per dire basta alla violenza, per ricordare le vittime e per offrire un concreto sostegno alle donne in difficoltà e ai loro figli. Anche il Consiglio Regionale della Campania ha voluto celebrare questa giornata con un consiglio monotematico durante il quale si è approvato all’unanimità, con 36 voti favorevoli, il testo unificato “Interventi per favorire l’autonomia personale, sociale ed economica delle donne vittime di violenza di genere e dei loro figli ed azioni di recupero rivolte agli uomini autori di violenza” che è passato con il voto unanime dell’aula. Relatrici in Aula sono state le consigliere Bruna Fiola (Pd), per la maggioranza, e la consigliera Flora Beneduce (FI), per la minoranza.
Il testo unificato ha la finalità di garantire alle donne vittime di violenza di genere e ai loro figli, minori o diversamente abili, l’accoglienza, l’assistenza psico-fisica e il sostegno per consentire loro di recuperare la propria autonomia e l’indipendenza personale, sociale ed economica. Per questo, la Regione persegue l’obiettivo primario di promuovere l’indipendenza lavorativa ed economica delle donne vittime di violenza di genere favorendo il loro inserimento nel mondo del lavoro e offrendo loro percorsi e tirocini formativi finalizzati all’inclusione socio-lavorativa. Sono previsti, inoltre, interventi per i figli delle vittime dei reati di violenza di genere per il completamento del loro percorso scolastico e formativo e, se maggiorenni, percorsi e tirocini formativi per agevolare il loro inserimento nel mercato del lavoro. Il testo di legge è, altresì, finalizzato a mettere in campo azioni di prevenzione rivolte agli uomini responsabili di violenze ed interventi di recupero e di accompagnamento. Inoltre, il testo di legge promuove, tra i diversi interventi, protocolli di intesa ed operativi tra gli enti pubblici, le forze dell’ordine, l’autorità giudiziaria, i centri antiviolenza, l’ufficio scolastico regionale ed altri soggetti che operano nel campo del contrasto alla violenza di genere per il raggiungimento di obiettivi condivisi negli interventi di prevenzione, protezione, tutela e cura; il sostegno alle Case di accoglienza e ai Centri anti violenza, un’educazione, nell’ambito delle istituzioni scolastiche, alle relazioni non discriminatorie nei confronti delle donne; la sensibilizzazione delle reti territoriali dei servizi educatici e di formazione, i servizi per il lavoro, le associazioni datoriali per assicurare l’inserimento o il reinserimento delle donne vittime di violenza di genere e dei loro figli in un ambiente di vita che garantisca la protezione dal riproporsi di eventi traumatici e per il sostegno della persona vittima di violenza nel percorso scolastico, formativo e lavorativo. Il testo di legge istituisce una Cabina di Regia presso la struttura amministrativa regionale competente per favorire la piena integrazione delle politiche regionali nel settore della prevenzione e del contrasto della violenza di genere. Per l’attuazione della normativa, sono stati stanziati centomila euro per ciascuno degli esercizi finanziari 2018 e 2019.
Il Consiglio regionale ha aderito, inoltre, alla campagna “il posto occupato” mettendo una sedia in più, ricoperta da un drappo rosso, lasciando un posto libero per ricordare le donne che avrebbero potuto occuparlo se non fossero state vittime di un femminicidio, un gesto simbolico forte in una regione, la Campania, che purtroppo risulta esser la terza per omicidi in ambito familiare. Per uscire da questa triste classifica bisogna innanzitutto lavorare a un processo culturale, soprattutto sulle nuove generazioni, affiché si vadano a modificare radicalmente modi di pensare e di agire che vedono le donne in una posizione di debolezza e sottomissione. Inoltre, agire tempestivamente è fondamentale: appena c’è un segnale bisogna dare la possibilità alle donne di allontanarsi dai luoghi dove avvengono le violenze, e questo purtroppo spesso non succede neanche dopo le denunce.

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Autore

Ermenegilda Langella

Sono nata a Torre del Greco dove vivo con mia figlia e il mio compagno. Lavoro in Wind dal 1999. Con molta calma nel 2007 ho conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere con una tesi sperimentale in psicolinguistica. Dal 2009 al 2015, dopo una breve esperienza come Rsu Slc Cgil in azienda, ho lavorato attivamente in Cgil come segretario provinciale e regionale Slc. Dal 2014 sono giornalista pubblicista.

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