Strage di renne, ius soli per i morti e fake news: Babbo Natale a un bivio

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Mentre il dibattito politico è infiammato dalle polemiche su due inchieste del New York Times e di BuzzFeed che svelerebbero una strategia di M5Stelle e Lega per diffondere, attraverso siti collegati tra loro, notizie false (fake news) sugli avversari politici, ed in particolare sul governo e sul Partito democratico, ci sono due notizie che riscuotono meno successo ma che meriterebbero, invece, maggiore attenzione. Perché, in questo caso, ci piacerebbe che fossero fake news, mentre purtroppo pare siano entrambe vere.
La prima segnala una strage di renne in Norvegia: oltre cento esemplari sarebbero morti, durante la transumanza, investiti da treni merci negli ultimi giorni, e più di duemila sarebbero stati falcidiati dal 2013 al 2016. Un’ecatombe che ha portato ad una mobilitazione di associazioni locali, agricoltori e politici: è già in campo una proposta per imporre un limite di velocità al gestore della linea ferroviaria e sarebbe in fase avanzata anche l’idea di creare una recinzione lungo tutto il percorso ferroviario, anche se i finanziamenti tardano ad arrivare (perfino in Scandinavia).
La seconda notizia, invece, è quella che riguarda una donna che, dopo aver partorito prematuramente in un carcere libico il suo bambino, nato morto, è morta anch’ella dopo tre giorni di sofferenze, senza cure e senza che nessuno l’aiutasse. E poi il suo corpo, ormai senza vita, è stato buttato sul fondo di un barcone dai suoi carcerieri, che hanno consigliato agli altri migranti-passeggeri di gettarla in mare durante la traversata. «Ma noi non l’abbiamo fatto, era una nostra sorella. Speriamo che qui le diano una degna sepoltura», ha affermato uno dei ragazzi “ospiti” del barcone, poi approdato in Italia, dopo varie peripezie.
Siamo convinti che la notizia, delle due, che ha più intenerito i cuori dei lettori sia quella delle renne. Forse perché l’altra è troppo dura da accettare, e cerchiamo di allontanare il pensiero da storie simili; oppure perché ne abbiamo sentite tante di questo tipo, che ormai ci abbiamo fatto il callo.
Eppure, pensiamo che ormai Babbo Natale sia ad un bivio: o regala qualche renna ai migranti, in modo che possano attaccarla ai barconi per poter volare sopra le onde sfuggendo ad una morte orrenda, oppure regala ai politici un’idea: dare la cittadinanza italiana al corpo di questa donna, della quale non conosciamo nemmeno il nome. Uno ius (sotto)soli, che sia qualcosa in più di quella degna sepoltura che chiedono i suoi compagni di viaggio, che hanno avuto il coraggio di convivere in uno spazio ristretto con un cadavere, riaffermando la supremazia dell’umanità sulla barbarie.
Purtroppo, però, non siamo bambini e pensiamo che una delle due ipotesi sia impossibile, quindi speriamo che si realizzi l’altra, e cioè che Babbo Natale regali qualche renna ai migranti. Tanto, al netto della mattanza dei treni merci, pare che in Norvegia ve ne siano ancora circa 250.000 esemplari, molto più di quante ne servano per trainare la slitta con i regali.

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Autore

Antonio Vastarelli

DIRETTORE RESPONSABILE____ Collaboratore del quotidiano Il Mattino (del quale è stato redattore) per le pagine di economia e politica. Cura l’ufficio stampa di alcune imprese e associazioni. È stato collaboratore del Sole 24 Ore, capo servizio di politica ed economia del quotidiano Napolipiù e direttore o collaboratore di numerosi periodici locali e nazionali.

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