L’assessore regionale al Welfare, Fortini: «Scuola Viva un successo. Coinvolti alunni e docenti, ma anche famiglie e immigrati»

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Dal successo del programma “Scuola Viva” contro la dispersione scolastica e l’illegalità (che è ripartito per il secondo anno), alla ricerca di soluzioni per il rientro in Campania di docenti che hanno avuto l’assegnazione di una cattedra fuori regione, fino alle misure contro la povertà: l’assessore all’Istruzione e alle Politiche sociali della Regione Campania, Lucia Fortini, traccia un bilancio dell’azione della giunta sui temi del welfare, a metà mandato.

A marzo scorso, agli Stati generali del welfare, lei aveva parlato dell’esigenza di una vera ed efficace riforma del settore, da realizzare attraverso il coinvolgimento degli operatori sociali. A che punto siamo?
«Con riferimento alla Primavera del Welfare, abbiamo organizzato in maniera strutturata i gruppi di lavoro istituiti lo scorso 20 marzo. In particolare, nell’ambito del Gruppo Infanzia e Servizi all’Istruzione, è stato elaborato il testo di legge “Istituzione del Sistema Integrato regionale dei servizi per la Prima Infanzia per la fascia 0-6 anni”, attualmente in fase di consultazione con gli stakeholder del territorio. Prevediamo di convocare di nuovo i gruppi di lavoro per la fine di ottobre. In quell’occasione sarà presentato anche un portale dedicato, al fine di facilitare la comunicazione e la condivisione delle diverse tematiche.»

E le risorse per il 2018 come saranno utilizzate?
«Le risorse dedicate al Welfare, in quota FNPS (Fondo Nazionale Politiche Sociali) e FNA (Fondo Nazionale non autosufficienze) saranno distribuite agli Ambiti Territoriali secondo i criteri utilizzati negli anni passati, in coerenza con quelli stabiliti a livello nazionale. In particolare per le risorse in quota FNPS si utilizza il riparto in base alla popolazione residente, per l’85 %, e in base all’estensione territoriale, per il 15 %. Per l’FNA, il 60% viene distribuito sulla base del criterio sopra descritto e per il restante 40% sulla base della popolazione over 74. Anche per quest’anno trasferiremo il 100% dei fondi, in modo da non creare debiti, come avveniva in passato.»

Il tasso di povertà in Campania è tra i maggiori d’Italia. In che modo la Regione pensa di sostenere il reddito delle famiglie meno abbienti?
«La Regione ha approvato la deliberazione n. 317 del 31 maggio 2017 il “Programma Primavera del Welfare. Azioni Complementari al SIA: Sostegno dei Servizi Socio Assistenziali e di Inclusione Socio lavorativa delle persone svantaggiate e a rischio di povertà”, del valore complessivo di 60 milioni di euro nell’ambito del POR Campania FSE 2014/2020. La deliberazione programma la realizzazione di interventi finalizzati al rafforzamento dell’offerta dei servizi sociali e alla diffusione di interventi socio educativi e di attivazione lavorativa delle persone svantaggiate a rischio di povertà, in maniera complementare alla misura nazionale del SIA, di cui al Decreto Ministeriale del 26 maggio 2016 e successive modifiche e integrazioni, ed alle risorse stanziate per il Reddito di Inclusione Sociale (REI) attraverso la Legge delega 15 marzo 2017. La deliberazione istituisce una Cabina di Regia al fine di assicurare una governance regionale efficace di tutti gli interventi finalizzati al Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), nonché il raccordo tra i sistemi regionali dei servizi socio-sanitari, della formazione e delle politiche attive del lavoro.»

Pensa sia attuabile un Piano di Rientro per i docenti campani trasferiti nelle scuole settentrionali? E come può la giunta regionale intervenire sul ministero dell’Istruzione affinché si realizzi?
«Abbiamo richiesto un incontro urgente con il Miur per proporre azioni che portino ad una razionalizzazione del sistema di reclutamento e dell’elaborazione delle graduatorie, per proporre l’impiego, per ogni istituzione scolastica, di un numero adeguato di docenti che sostengano gli alunni con Bisogni Educativi Speciali e per lo studio di soluzioni che possano portare ad un rientro nella Regione degli insegnanti con assegnazione di cattedre fuori regione anche in considerazione dei “vuoti di organico” da colmare in tutta la Campania, di cui la metà solo su infanzia e primaria.»

“Scuola Viva” è al suo secondo anno. Qual è il bilancio dei primi dodici mesi, e quali i prossimi obiettivi del programma?
«Un bilancio senza dubbio positivo. “Scuola Viva” si è rivelato già dal primo anno un programma straordinario, come ama definirlo il presidente Vincenzo De Luca. 450 scuole della Campania – quindi circa la metà degli Istituti scolastici presenti sul territorio regionale – grazie al finanziamento della Regione (oltre 100 milioni di risorse FSE 2014-2020) sono  aperte anche al pomeriggio  per offrire iniziative culturali, sociali, artistiche e sportive ai ragazzi e alle famiglie. Le iniziative – tutte libere, gratuite e aperte al territorio – puntano a combattere la dispersione scolastica e l’illegalità, specie nelle aree più difficili. In questo primo anno mi sono recata personalmente ogni giorno presso una “Scuola Viva” e ho potuto constatare la validità dei progetti e raccogliere l’entusiasmo degli alunni ma anche dei docenti che con passione e responsabilità hanno messo in atto il nostro obiettivo: aprire la scuola alla comunità tutta, non solo agli alunni ma anche alle famiglie e agli immigrati, come punto di incontro e presidio di legalità. È questo l’obiettivo che ci prefiggiamo anche per la seconda annualità, appena incominciata con nuovi progetti di ampio respiro e, visto il bilancio positivo del primo anno, sono fiduciosa che anche il prosieguo sarà altrettanto soddisfacente ed entusiasmante.»

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Autore

Redazione

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