Welfare aziendale, la cura per il benessere di imprese e dipendenti

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Nel corso degli ultimi venti anni il tema del “benessere aziendale” correlato all’aumento della produttività è stato al centro di numerosi dibattiti e tavole rotonde, cui partecipavano solo alcuni esponenti del mondo sindacale e professori universitari. Fiumi di parole sono stati spesi per sensibilizzare da una parte il tessuto delle aziende italiane, dall’altro il mondo politico per l’emanazione di norme a favore del welfare aziendale. I risultati seppur lentamente sono stati ottenuti: è da poco infatti che i vertici politici, aziendali e sindacali hanno finalmente condiviso l’idea che impegnarsi a raggiungere il benessere dei lavoratori contribuisce decisivamente a far crescere l’azienda, il contesto economico nel suo complesso e quello sociale.
Sono state inizialmente soprattutto le grandi aziende a diffondere tra i propri dipendenti i benefici del welfare aziendale. Tutto ciò è avvenuto attraverso accordi con il sindacato, in tutti i settori, da quello metalmeccanico a quello assicurativo e di servizi in genere.
Ma occorre al contempo evidenziare che nel nostro Paese i lavoratori impiegati nelle grandi imprese costituiscono solo il 20% del totale: come riportato dal rapporto 2017 Welfare Index PMI,  4 lavoratori su 5 sono nelle microimprese e risultano al momento ancora privi di un sistema di welfare adeguato.
Da questo punto di vista, uno dei fattori che può meglio agevolare l’utilizzo di welfare aziendale da parte delle piccole imprese è la tecnologia digitale, con un recente sviluppo di piattaforme web che facilitano enormemente il ricorso a sistemi di benefit aziendali.
In cosa consiste praticamente il welfare aziendale e quali ambiti può interessare? Da subito i settori principali sono stati quelli della previdenza e della sanità integrativa, settori cui hanno fatto subito ricorso le grandi imprese. Negli ultimi due anni, anche per l’emanazione di nuove leggi di riferimento, la rosa di offerta del welfare aziendale si è allargata anche nei campi dell’istruzione, dell’assistenza, della sicurezza e prevenzione, della cura e del sostegno ai soggetti deboli e della flessibilità. Esempi tipici di rimborsi riconosciuti ai dipendenti riguardano: rette per lo studio universitario, spese per acquisti di libri scolastici e di cultura generale, rette per gli asili nido, baby-sitter e badanti, spese per lo studio delle lingue straniere, ecc. Altri ambiti applicativi sono quelli del tempo libero, dalla cultura (teatro, cinema) alle attività sportive (palestre, yoga, ecc.) e corsi ricreativi attraverso cui è possibile accrescere le proprie competenze ed aumentare il tempo libero (attraverso i rimborsi di spese per vacanze e viaggi).
In generale l’insieme di servizi ed iniziative promosse dal datore di lavoro sono indirizzate direttamente al dipendente, allo scopo di migliorare la qualità della sua vita, l’equilibrio tra vita aziendale e vita personale, attraverso il venir incontro ai  bisogni ed alle esigenze dei lavoratori: il benessere di questi ultimi non può far altro che accrescere e sviluppare quelle sinergie presenti nel contesto socio-economico e che possono senz’altro costituire il volano di una nuova epoca di sviluppo per il nostro Paese.
Molte indagini e ricerche indicano che l’instaurazione di un rapporto sereno e di fiducia tra lavoratore ed azienda non può che migliorare la motivazione ed il senso di appartenenza, con notevoli ricadute positive sul contrasto all’assenteismo ed alla riduzione del gender gap.
I servizi previsti possono variare di azienda in azienda e in base alle condizioni individuali dei dipendenti. Infatti, il primo passo per introdurre una politica di welfare aziendale efficace prevede l’analisi delle effettive necessità dei dipendenti. Solo in seguito vengono individuate le proposte ritenute più utili.
Ancora lungo è il cammino affinché ci sia la consapevolezza sia da parte delle aziende che dei lavoratori che entrambi ottengono contemporaneamente solo benefici dal welfare aziendale: le imprese risparmiano godendo delle agevolazioni fiscali connesse alle elargizione di welfare, mentre i dipendenti di fatto percepiscono più di quanto avrebbero avuto con semplici pagamenti in busta paga.

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Autore

Teresa Potenza

Segretaria della Camera del Lavoro Metropolitana di Napoli

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