Marco arriva in Paradiso

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– Buongiorno!
– Anche a te.
– Mica male ’st’Inferno… pensavo peggio.
– Ma non è l’Inferno, Giacinto, siamo in Paradiso.
– Me stai a cojona’?
– No, dico sul serio.
– E tu chi saresti: Pietro? – Esatto.
– A me chiamami Marco, preferisco.
– Come vuoi.
– E come ci so’ arrivato qui? Non sarà che Papa Francesco ci ha messo una buona parola: sai, gli ho mandato una lettera prima di morire.
– No, non si accettano raccomandazioni, qui.
– Uhm. Che mi posso accendere uno spinello?
– Marco…
– E vabbe’: almeno una sigaretta ce l’hai?
– Non ne facciamo uso, in Paradiso.
– Peccato… Che ora è?
– Quella che preferisci: il tempo non esiste.
– Allora sarà mezzogiorno passato perché ho un certo appetito.
– Ma qui da noi non si mangia.
– Neanche qui? Annamo bene. Siete in sciopero?
– In che senso?
– Lascia perdere, Pie’: scherzavo. Senti, piuttosto, ma il principale si può incontrare?
– Dipende…
– Da che?
– Da lui. Se vuole, si fa vedere… diciamo così.
– E mo’ che faccio qui?
– Godi la beatitudine di questo luogo, in eterno.
– Sai che palle…
– Dicevi, scusa?
– Che bello, dicevo.
– Già…
– Senti, Pietro: ma tu sei proprio sicuro, sicuro che io devo stare qua? Io so’ quello dell’aborto, del divorzio… dell’eutanasia.
– Ti dirò un segreto, Marco: l’Inferno e il Purgatorio non esistono. Tutti quelli che muoiono vengono qui: buoni o cattivi. Anzi, per noi non esistono buoni o cattivi: siamo tutti uguali. Siamo anime, nient’altro.
– E tu conservi le chiavi per tenerci chiusi dentro: sei un po’ come una guardia carceraria, insomma. E questa è come una prigione, tra l’altro sovraffollata, visto che ci stanno tutti quelli che so’ morti da Adamo ed Eva a oggi.
– Ma in Paradiso lo spazio è infinito, puoi andare dove vuoi.
– Tranne che fuori.
– Fuori non c’è niente.
– C’è il mondo, Pie’… c’è il mondo… Senti, Pietro, ma c’è una legge che dice che non possiamo uscire dal Paradiso?
– Questa è la regola, da sempre.
– E sta scritta da qualche parte?
– Se ti fa piacere, te la scrivo su questo foglio. Eccola, contento?
– Grazie, Pietro.
***
– Scusa Marco, ma che fai con quel banchetto?
– Raccolgo firme.
– Per cosa?
– Per abrogare la legge che dice che non si può uscire dal Paradiso.
– Ma sei matto? Smettila subito: è una cosa insensata.
– Ha appena firmato anche la Madonna. Dice che si rompe, sempre chiusa in casa. Che dici: il principale si incazza?
– Non credo: questo referendum, anche se passasse, non avrebbe alcun effetto reale.
– AMNISTIA! AMNISTIA! AMNISTIA! AMNISTIA!
– Vabbe’, Marco, dove devo firmare?
– Mettiti in fila dietro a Fanfani: altri 2 miliardi di firme, Pie’, e parte la battaglia contro la partitocrazia… AMNISTIA! AMNISTIA

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Autore

Amianto

Vorrebbe fare il sassofonista in una band rap o vincere l’Oscar come miglior effetto speciale, invece passa il tempo ad offendere gli altri dalle colonne di un giornale. Ciò nonostante, mai una querela perché – fortunatamente – i periodici e i quotidiani per i quali ha lavorato e lavora hanno una scarsissima diffusione.

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