Il Pd unica speranza per Napoli, ma ora deve aprirsi alla città

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Evitare imposizioni dall’alto: un commissario non serve discutiamo con i cittadini per ricostruire una comunità

di Guglielmo Epifani

Le elezioni amministrative non sono andate bene per il Pd. Sia pure con dati diversi per territori e candidati, le liste del Pd hanno perso voti. Una parte di questi voti è finita nell’astensionismo, un’altra nel voto di protesta. Gli stessi ballottaggi nelle grandi città appaiono problematici. Perfino Milano è tornata in bilico. Una riflessione seria andrà fatta dopo i ballottaggi quando tutto sarà chiaro, ma è evidente fin d’ora che il segnale di allarme è stato dato e che bisogna tenerne conto. A Napoli le cose sono andate male, molto male. In numeri assoluti di voti espressi, mai il Pd era sceso a questi livelli: siamo fuori dal ballottaggio e appaiamo i veri sconfitti del voto. L’unica cosa che non si può fare a questo punto è sottovalutare il dato, pena la stessa prospettiva del Pd in città. Pensare che tutto sia riconducibile solo agli errori fatti negli ultimi sei mesi non va bene. Sicuramente pesano altrettanto gli errori degli ultimi 5 anni. Ma il dato resta. Bisogna dunque voltare pagina. Ma per farlo davvero occorre evitare imposizioni dall’alto. Bisogna ripartire da una discussione e da un confronto da fare con rigore e aprendosi alla città: non per una resa dei conti senza senso, visto il punto a cui siamo arrivati, ma per cambiare linea politica e ricostruire il partito del centrosinistra a Napoli. A partire dalle persone, dai votanti, dai simpatizzanti, dai nostri militanti. Per questo penso che non sia utile la nomina di un commissario. In queste condizioni non so proprio a che cosa potrebbe servire. Senza contare che, come dimostra anche il caso di Roma, non sempre un commissario riesce a risolvere problemi di questa profondità. Piuttosto, sarebbe utile dare il via libera nel più breve tempo possibile a un vero congresso del Pd a Napoli. Un processo da avviare aprendosi alla città, un percorso in cui ridare la parola ai cittadini ed evitare che i prossimi mesi e anni siano segnati da modesti posizionamenti di potere che sono l’effetto di un partito che ha smarrito una prospettiva comune ed una comune solidarietà. Da qui bisogna ripartire: dalla ricostruzione di una comunità progressista, che sappia trovare in se stessa la forza e la volontà per riprendere il cammino di risanamento e rilancio di quella straordinaria città che è Napoli. Non farlo significherebbe cancellare un punto basilare di riferimento per coloro che intendono impegnarsi nel campo democratico e lasciar morire d’asfissia il Pd, l’unica forza politica in grado di rimettere davvero in moto la speranza a Napoli.// *Presidente commissione Attività produttive della Camera dei deputati

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Redazione

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