E ora si faccia il congresso

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Troppi gli errori per una sconfitta annunciata i nostri elettori e militanti ci chiedono di discutere la linea del partito dal basso Al ballottaggio, tutti con il candidato di sinistra

La sconfitta elettorale che si è appena consumata ha segnato duramente il Partito democratico e la sua classe dirigente, ma credo possa anche essere un’occasione di rinascita se sapremo trasformare i tanti errori commessi in occasioni di confronto democratico. È stata una battaglia molto difficile, che spesso abbiamo combattuto in condizioni di grande difficoltà, con la forza dei singoli candidati sia al Comune che nelle Municipalità, pagando in modo inequivocabile lo scollamento in città con l’opinione pubblica. E’ giunto il momento di guardarsi in faccia e dirsi la verità sui motivi di una morte annunciata. Una tale disfatta, infatti, è sintomo di una malattia ben più grave e ahimè conclamatasi da tempo, ma che in troppi hanno finto di non vedere, voltando lo sguardo dall’altra parte. In questi ultimi cinque anni abbiamo fatto l’errore, tra gli altri, di non rappresentare chiaramente la nostra posizione in consiglio comunale e, soprattutto, di non preparare una candidatura alternativa, riconosciuta dalla nostra gente. Tutti gli errori di questi ultimi mesi, dunque, a partire dalle modalità di scelta del candidato Pd alle primarie alla composizione delle liste, dalla scelta delle alleanze alla mancanza di un chiaro programma di governo della città da parte del nostro partito, hanno determinato questa pesante sconfitta. Paghiamo, senza dubbio, la debolezza del Pd napoletano e la poca autonomia di questo gruppo dirigente rispetto a scelte fatte altrove e subite senza fiatare. Ma soprattutto si è dimostrata una scelta disastrosa il decidere, da parte del candidato a sindaco e del gruppo dirigente, di allargare la coalizione a destra, perdendo il sostegno di una parte rilevante del nostro elettorato. Quanti voti ci ha portato stringere un patto con Verdini e D’Anna, che hanno fatto di tutto per isolarci con una buona fetta della nostra base? E dove si è deciso di stipulare queste nefaste alleanze? Ora è il momento di fare una seria analisi critica e di aprire una discussione larga all’interno del nostro partito, coinvolgendo i nostri iscritti, cercando di capire cosa non ha funzionato, dicendosi con chiarezza le cose in faccia e studiando una soluzione che parta dal territorio. Per questi motivi è necessario convocare al più presto un congresso straordinario in grado di ridiscutere la linea del partito a Napoli senza ingerenze. A mio avviso la soluzione ai nostri problemi non è un commissariamento deciso dall’alto, bensì un’assunzione di responsabilità dell’intero gruppo dirigente del partito che rimetta al centro della discussione la linea politica, il programma e le alleanze per far sì che il Partito democratico napoletano torni ad essere in città il punto di riferimento della sinistra di governo. I nostri militanti ed elettori ci chiedono di poter avere voce in capitolo, di discutere la linea del partito che deve tornare ad essere di tutti e per far ciò ogni decisione deve essere discussa e condivisa, non imposta. Dovremmo far tesoro di questa sconfitta e lavorare perché possa significare una rinascita e non la fine del Pd. Per questo dobbiamo lavorare affinché si faccia al più presto un congresso, che è l’unico modo per evitare l’estinzione del Pd, pericolo concreto, considerato quanta parte del nostro elettorato ci ha già abbandonato. Infine, voglio dirlo con chiarezza, senza tatticismi e tentennamenti: io al ballottaggio sosterrò il candidato di sinistra Luigi de Magistris e metteremo tutte le nostre forze per impedire che la destra possa governare la città di Napoli. E lo faremo, come al nostro solito, con forza e convinzione senza risparmiarci e impegnandoci direttamente, mettendoci la faccia.// *Consigliere regionale Pd in Campania

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Autore

Gianluca Daniele

Consigliere regionale del Partito democratico in Campania È stato segretario della Cgil Napoli e Campania, segretario generale del Slc Cgil Campania, membro dell’assemblea nazionale del Partito democratico, presidente nazionale dell’associazione Tempi Moderni Cgil e fondatore e segretario nazionale di NIdiL Cgil.

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