Putin e la guerra delle badanti

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La crisi Ucraina sta mandando in frantumi, le famiglie italiane, orfane delle cameriere di Kiev. Il governo teme una strategia della Russia per mettere in ginocchio l’Italia

Sanzioni, blocco dell’import-export e tensioni militari. La crisi in Ucraina sta mettendo a rischio gli equilibri mondiali ma i danni più gravi li stanno già subendo le famiglie italiane. Centinaia di migliaia di cameriere e badanti, da un giorno all’altro, hanno dato il benservito a nonnette, mamme disperate e single imbranati per tornarsene in patria, chi per combattere in prima linea, chi per stare vicino ai familiari minacciati dai venti di guerra. Il risultato è una serie di orribili accadimenti che stanno funestando l’Italia. All’inizio di agosto, in provincia di Arezzo, cinque fratelli e i rispettivi coniugi sono morti per una rissa scoppiata al termine di un’animata discussione su chi dovesse sciropparsi per l’estate la vecchia mamma rimbambita, abbandonata su due piedi dalla badante ucraina. Coltellate, pistolettate e il suicidio dell’unico superstite si sono susseguiti alle spalle della povera anziana che, un po’ dura d’orecchi, nel frattempo stava guardando, ignara, uno sceneggiato tv. Durante il funerale di massa, i carabinieri hanno dovuto separare i nipoti, venuti alle mani dopo che il più piccolo aveva chiesto agli altri: «E ora che si fa?» A Genova, un uomo – tornato a casa dopo una settimana di lavoro all’estero – ha chiesto il divorzio dopo essersi accorto che quella cosa soffice e gigante posizionata al centro del salotto non era un puff all’ultima moda, ma un enorme batuffolo di polvere accumulatosi nelle more della selezione per la nuova cameriera, e che il figlioletto di tre anni usava come capanna. Per giustificarsi, la moglie ha postato su facebook un video in cui dimostra la sua buona volontà: cerca di accendere per circa mezz’ora la scopa elettrica senza riuscirci. Solo un commento postato, dalla suocera: «Hai provato a mettere la spina?» È di ieri, invece, la notizia di un avvocato single di Palermo che ha dato fuoco al palazzo in cui vive perché ha cercato di cucinare un filetto di platessa surgelato mettendolo nel microonde con tutta la confezione, a cui era allegato un vasetto di ragù alla bolognese omaggio. Portato in questura, l’uomo non ha pronunciato nient’altro che il nome “Alina”, singhiozzando. Gli inquirenti sospettano che tra i due ci fosse qualcosa in più che un semplice rapporto professionale. La conferma arriverebbe da alcune foto trovate sul suo smartphone, che li ritraggono in pose oscene: in una si vede lui con il bavaglino e la bocca impiastricciata di salsa, mentre lei lo imbocca con una forchetta. Da fonti Ue trapela che il premier Renzi avrebbe insistito per ottenere la carica di mister Pesc per l’Italia, poi affidata alla Mogherini, proprio per trattare con la Russia per una pace duratura in Ucraina, che possa consentire alle badanti di tornare nel nostro Paese. Il sospetto, infatti, è che l’esodo di massa delle cameriere ucraine (in larga parte russofone) sia stato ordinato dallo stesso Putin con l’obiettivo di mettere in ginocchio l’Italia, anello debole della coalizione occidentale. A Napoli, intanto, una libera associazione di cittadini armati sta organizzando corsi di finta lingua ucraina per napoletane. Si insegna un misto di italiano e dialetto con l’inflessione di Kiev, in modo da far sembrare popolane dei bassi delle vere e proprie ex sovietiche. Si inizia con i rudimenti di base: «Spaghetti con le vuonguole», «Camicie stirate, se ne vado», «Finito duetersivo», «No bruciato io le tende». L’intenzione è non solo quella di coprire il mercato campano, ma anche di esportare nel resto del Paese la manodopera. Tra i maggiori problemi, la ricrescita dei capelli, che nella maggior parte dei casi devono essere trattati con potenti tinture per poter trasformare delle brune meridionali in slave bionde e rossicce. Tra i consigli forniti nel corso, non cucinare i peperoni imbottiti più di due volte a settimana, per evitare di essere scoperte.//

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Autore

Amianto

Vorrebbe fare il sassofonista in una band rap o vincere l’Oscar come miglior effetto speciale, invece passa il tempo ad offendere gli altri dalle colonne di un giornale. Ciò nonostante, mai una querela perché – fortunatamente – i periodici e i quotidiani per i quali ha lavorato e lavora hanno una scarsissima diffusione.

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