La passione inconfessabile del Re nella caotica Napoli aragonese

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Tratto da «Del proibito amor» di Dino Falconio che narra la relazione incestuosa tra Ferrante e sua sorella Eleonora
Eleonora era una bimba carina, dolce, occhi vispi, paffutella, ma molto sola, tranne che per la vicinanza del fratello che aveva un grosso nasone e ancora si manteneva esile. Trascorrevano lunghe ore insieme, giocando e a loro modo confidandosi le loro angosce; Ferrante aveva una innata abilità nel suonare la “guitarra espagnola”, lo strumento musicale a quattro corde che venivano pizzicate con le dita della mano, cosicché Eleonora lo accompagnava con la sua voce suadente in canzoni e ballate dell’epoca; i servi che avevano cura di loro li lasciavano stare insieme, li spogliavano e li vestivano contemporaneamente, organizzavano pasti conte- stuali, li lavavano nudi nella stessa vasca.
Intorno ai quattordici anni d’età di lui e ai tredici di lei, Eleonora non fu più bambina: divenne una ragazza bella e solare e tutti coloro che la incontravano cominciarono a vederla con occhi diversi, mentre Ferrante involontariamente tendeva a difenderla da quegli sguardi maliziosi, probabilmente per istinto fraterno o per gelosia. Lui nel contempo si mostrava socievole con tutti e alternava l’esercizio marziale con lo studio dei classici.
Come avevano sempre fatto, continuavano a rincorrersi nei giardini e a stendersi sui prati, raccontandosi le loro paure, le loro speranze, i piccoli aneddoti del quotidiano e i dubbi sul domani. Tuttavia in quei giorni, fra loro cambiò pian piano qualcosa. Lei desiderava essere una donna con tutti i segni della sua femminilità, dall’abbigliamento, all’acconciatura dei bei capelli morbidi castano chiari, con quei seni ormai cresciuti e arrotondati e le regolari mestruazioni, con l’attrazione per qual- cuno che non aveva ancora identificato e una morsa che le stringeva la pancia. Lui cominciava a nascondersi e a non condividere più la sua fisicità con lei, come era avvenuto fino a poco tempo prima, percependo a sua volta nuove pulsioni nella trasformazione di un corpo in cui si erano accentuati i caratteri sessuali maschili.
Capitava che s’abbracciassero come ingenuamente avevano fatto da bambini, ma quando ora si circondavano con le braccia sentivano come e quanto fossero cresciuti nell’ultimo periodo. Ne erano contenti ma allo stesso tempo entrambi avvertivano un disagio e la paura che qualcuno o qualcuna potesse sottrarre l’uno all’altra o viceversa. Non si parlavano più con la stessa innocenza, raccontandosi tutto, spesso prevalevano fra loro silenzi lunghi e carichi di sospiri. Entrambi presero a colloquiare più frequentemente con i pochi coetanei dello stesso sesso verso cui era dato loro d’avere rapporti. Per la prima volta si aprivano maggiormente all’esterno che fra loro stessi. Fino a quando cessarono di rivolgersi la parola per una settimana, allo scadere della quale Eleonora non ce la fece a continuare in quel mutismo e chiese a Ferrante: “Cosa hai?”. Il fratello scorbuticamente rispose “Nulla. Cosa vuoi che abbia?”. Il giorno dopo lei pianse tutta la giornata. Ferrante la sorprese con gli occhi rossi e le mani in volto, la chiamò con dolcezza “Lenòr” e la invitò a sedersi accanto a lui, accarezzandole i capelli, mentre lei provava una sensazione gradevole e di tanto in tanto socchiudeva gli occhi vispi.
In quella settimana si era sforzato di ignorarla, ma era finito per osservarla con sempre crescente rapimento, pur pensando di sapere tutto di lei, del suo corpo, della sua anima, e ora che le carezzava la lunga chioma comprendeva perché volesse allontanarla. Un brivido gli attraversò la schiena e si domandò cosa fosse potuto accadere se lei avesse saputo.

Falconio_coverL’osceno che si fa storia

Dai giochi ingenui d’infanzia di due fratelli (Fernando ed Eleonora, figli illegittimi di re Alfonso d’Aragona) fino alla scoperta dell’attrazione fisica irresistibile: è questo il tema centrale del racconto “Del proibito amor” di Dino Falconio. Un pretesto “osceno”, che fa da filo conduttore ad una storia che brilla, però, per i numerosi particolari sulle usanze e i costumi della caotica Napoli del XV secolo, una città tumultuosa e in espansione, che guarda al futuro. Ad osservarla dall’alto, due fratelli, legati indissolubilmente per la vita da un patto segreto.

Editore Grimaldi & C. • Prezzo: 14 euro

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Autore

Dino Falconio

Socialista, cattolico, scrittore, notaio, Presidente del Comitato Notarile della Regione Campania, presidente della ONLUS Energia del Sorriso, fondatore del movimento metropolitano FareRete.

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