Un sindaco eletto dai cittadini o il nuovo ente sarà un fallimento

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Città metropolitana, dibattito organizzato da Merqurio: un’opportunità solo se si faranno scelte coraggiose

Elezione diretta del sindaco e del consiglio della Città metropolitana e un centrosinistra unito, De Magistris compreso. A poche settimane dalla nascita del nuovo ente, che avverrà il 12 ottobre, nel Partito democratico si anima il dibattito sui futuri assetti istituzionali dell’area metropolitana. La pietra nello stagno è stata lanciata nel corso del convegno Città Metropolitana: un’opportunità di rilancio organizzato dall’Associazione culturale Merqurio, che si è tenuto lunedì 7 luglio nella sala del Lazzaretto di via dei Tribunali. «Il Pd dovrà presentare liste per eleggere il consiglio metropolitano a settembre e non può che farlo su una piattaforma che preveda l’impegno a varare uno statuto del nuovo ente che introduca per il futuro l’elezione diretta del sindaco e dei consiglieri: e su questa linea dobbiamo allearci con chi ci sta», ha affermato il senatore Enzo Cuomo, raccogliendo la sollecitazione del vice segretario provinciale del Pd di Napoli, Toti Lange, presidente dell’associazione Merqurio, che nel suo saluto introduttivo aveva sottolineato la necessità, per il Partito democratico, di caratterizzare la sua azione nelle prossime settimane proprio «sulla battaglia per l’elezione diretta dei vertici della Città metropolitana».
Per Gianluca Daniele, segretario della Cgil Napoli, «far scegliere ai cittadini direttamente i propri rappresentanti istituzionali è l’unico modo per dare al sindaco e al Consiglio metropolitano quella forza politica necessaria per risolvere i grandi problemi del territorio, a cominciare da politiche che inneschino sviluppo generando nuova occupazione». Secondo Daniele, inoltre, la discussione su De Magistris sì o De Magistris no è impostata male: «Il sindaco – ha sottolineato – rappresenta sicuramente un pezzo della sinistra, e con lui bisogna dialogare, ma su un progetto politico di lungo respiro e non, come si è fatto finora, discutendo di poltrone e incarichi da spartirsi. Anche perché – ha ribadito – dovranno essere poi gli elettori a scegliere i propri rappresentanti». Anche per il deputato del Pd Leonardo Impegno «la piena legittimazione del sindaco metropolitano può arrivare solo da una sua elezione diretta» e «non si può fare a meno di coinvolgere De Magistris nella discussione sui nuovi assetti istituzionali dell’area metropolitana, a patto – ha aggiunto – che il sindaco ci faccia sapere quali sono le sue proposte in merito». Ancor più esplicito il segretario provinciale di Sel Napoli, Carlo Giordano, che ha invitato «tutto il centrosinistra, da De Magistris, al Pd a Sel, ad unirsi per inserire elementi di democraticità nello statuto». Se la Città metropolitana dovesse restare quella che esce dalla normativa Delrio, cioè una istituzione di secondo livello, non eletta dai cittadini, «rischia di diventare un ente inutile», ha affermato l’ex assessore comunale e provinciale di Napoli, Giuseppe Biasco. Mentre il notaio Dino Falconio, presidente di FareRete, ha auspicato che sia il governo a varare una legge per rendere obbligatoria l’elezione diretta del sindaco e del consiglio della Città metropolitana, almeno nelle tre città più importanti: Roma, Milano e Napoli.

L’assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, infine, ricordando come l’amministrazione cittadina abbia già insediato «una commissione tecnica che ha prodotto importanti approfondimenti», si è detto d’accordo sull’elezione diretta perché, ha spiegato, «solo una figura con una forte investitura democratica può misurarsi con autorevolezza e autorità su problemi così complessi come quelli dell’area metropolitana di Napoli». Daniele, però, ha invitato a non sottovalutare le problematiche poste dalla trasformazione in atto. «L’elezione del sindaco della Città metropolitana, secondo la normativa in attuazione, non cancella l’esistenza del sindaco di Napoli, per il quale dovrà comunque prevedersi un rinnovo a scadenza», ha ricordato indicando, di fatto, il terreno sul quale il Pd e De Magistris potranno incrociare le armi oppure trovare un accordo.
L’incontro, moderato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, è stato seguito da oltre un centinaio di persone, che hanno riempito la storica sala. Di seguito, una sintesi dei singoli interventi:

Toti Lange
«Noi abbiamo sentito forte l’esigenza, in vista dell’avvicinarsi delle prossime scadenze per quanto riguarda la costituzione dell’Area metropolitana, di farci promotori del dibattito su che cosa andremo a realizzare con la costituzione di questo nuovo soggetto. Vogliamo affrontare la questione più sotto un punto di vista politico, dato che arriveremo a breve ad una scadenza, e ad oggi si parla di Città metropolitana solo come di un’entità astratta che si andrà a realizzare ma non sappiamo come, non sappiamo esattamente quando, non sappiamo quali sono i contenuti. Ma c’è un problema: l’appuntamento si avvicina, e occorre fare una riflessione sia dal punto di vista formale che sul contenuto politico che si vuole dare a questo nuovo soggetto. Quindi la città di Napoli ha un’urgente necessità di disegnare un nuovo percorso di sviluppo che però si basi sulle scelte politiche dell’intera collettività. È questo il chiaro messaggio politico che noi vogliamo dare. La partecipazione, la condivisione di un progetto istituzionale e politico. Il primo obiettivo è la costituzione di una vera Città metropolitana, con sindaco liberamente eletto. Il Decreto Delrio non esclude questa scelta, che deve essere assunta all’interno dello statuto della Città metropolitana. Però, come dicevo, siamo in forte ritardo nell’iter per la definizione di tale statuto, perché avremmo già dovuto aver eletto o nominata l’assemblea che dovrà deliberarlo. De Magistris, che pure a gennaio prossimo sarà sindaco della nuova Città metropolitana, non si mostra interessato né tantomeno si hanno notizie di tecnici competenti a lavoro. I protagonisti di questa palingenesi istituzionale devono essere i tecnici, la burocrazia, i dirigenti delle amministrazioni locali i quali sembrano essere totalmente impreparati ad affrontare questo nuovo assetto. Noi come associazione ripetiamo con forza che l’area metropolitana dovrà essere un volano per lo sviluppo del nostro territorio. Affrontare il problema dell’equilibrio dello sviluppo dell’area metropolitana di Napoli significa indirizzare la ripresa economica in tutto il Meridione. È un’occasione storica. Gli esempi fallimentari di Bagnoli e dell’area orientale, il degrado del Centro direzionale e le ridotte attività del porto, sono la dimostrazione che, senza una pianificazione generale in chiave metropolitana, le nuove funzioni in grado di far ripartire le attività produttive e quindi l’occupazione si svilupperanno con difficoltà. Il messaggio che deve passare forte è la partecipazione ed il coinvolgimento dei cittadini. È l’unica risposta che noi abbiamo per contrastare effettivamente l’antipolitica. ‘Nulla senza i cittadini, nulla sopra i cittadini’ questa dovrà essere la parola d’ordine che deve accompagnare la nostra proposta politica anche in vista delle elezioni regionali e delle comunali prossime.»

Giuseppe Biasco
«Ritengo questo appuntamento di estrema importanza, motivo per il quale ringrazio l’associazione Merqurio per l’avermi invitato. Qui parliamo della Città metropolitana che negli ultimi 50 anni è l’unica innovazione pensata dallo Stato italiano come rinnovamento e cambiamento della struttura degli enti locali. È rilevante il fatto di trovarci a parlare di Città metropolitana a 24 anni dalla sua definizione all’interno della Legge 142/90 che era quella che cambiava la struttura del sistema amministrativo decentrato del nostro Paese fornendo più poteri agli enti locali. C’è da sottolineare il fatto, però, che le leggi dal 2009 ad oggi hanno svuotato, quasi totalmente, il potere delle autonomie locali. Noi oggi ci troviamo ad affrontare un discorso su di una Città metropolitana che ha perso completamente quei significati per la quale era nata nel 1990. Il Decreto Delrio oggettivamente non dà una riposta definitiva e chiara su quale possa essere il ruolo della Città metropolitana ma lascia sostanzialmente alla costruzione dello statuto la possibilità di fornire un senso locale alla nuova città che si andrà a sviluppare. Senza una apertura democratica, senza la capacità di far diventare protagonisti i cittadini, noi non avremo quel cambiamento della realtà che tutti auspichiamo».

Enzo Cuomo
«Innanzitutto, prendo come spunto la riflessione di Toti Lange, e quindi concordo sulla necessità di non sottrarci a quell’esigenza di essere diretti nel confronto che da qui a poco dovrà farsi tra le forze politiche, e al loro interno. Importante è il fatto che nel decreto Delrio si sancisca l’autonomia statutaria delle Città metropolitana, ed entro dicembre bisogna approvare lo statuto da parte del Consiglio metropolitano, ma quindi è necessario capire che idea abbiamo di statuto, quali sono gli obiettivi politici da raggiungere.

Il Pd dovrà presentare liste per eleggere il Consiglio metropolitano a settembre e non può che farlo su una piattaforma che preveda l’impegno a varare uno statuto del nuovo ente che introduca l’elezione diretta del sindaco e dei consiglieri, alleandosi con chi ci sta. Bisogna allearsi su temi comuni, su temi fondamentali per giovare alla vita dei cittadini. Io mi espongo e dico che dobbiamo immaginare un’elezione diretta del sindaco della città metropolitana.»

Carlo Giordano
«Penso che la Città Metropolitana sia una questione fondamentale con la quale abbiamo, però, la possibilità di confrontarci in un contesto che non sia riferito solo all’Italia ma anche all’Europa. Potremmo, partendo anche dalla nostra esperienza e dalla nostra discussione, che credo possa andare oltre quest’appuntamento, essere capaci di far parte di una discussione europea e magari di riuscire ad anticipare alcune questioni non ancora affrontate. Noi, e parlo come rappresentante delle forze politiche, abbiamo una colpa, quella di aver per troppo tempo rinviato un discorso importante e focale come quello che riguarda la costituzione della Città metropolitana. Invito tutto il centrosinistra, da De Magistris, al Pd a Sel, ad unirsi per inserire elementi di democraticità nello statuto.» Leonardo Impegno «Sì, io sono per l’elezione diretta del sindaco della Città metropolitana di Napoli, così come per Milano, le due città metropolitane più grosse di Italia. La nascita del nuovo ente è sicuramente un’occasione di sviluppo, e sarebbe perfetto se attraesse investimenti stranieri, e questo sta anche nelle capacità degli amministratori locali. Veniamo alle scelte che dovremo compiere nelle prossime settimane: dovremo eleggere il consiglio della Città metropolitana, affidatario della costruzione dello statuto del nuovo ente, quindi organo importantissimo. Dobbiamo capire che intenzioni si hanno, che intenzioni ha la politica in tal senso, quale sia il programma di sviluppo e crescita che il centrosinistra offre all’Area metropolitana di Napoli; quale sia l’orizzonte entro il quale noi la costruiremo. Nonostante io non sia un fan dell’elezione diretta, bisogna prevederla per dare pieni poteri e legittimazione al sindaco metropolitano eletto grazie ad un’investitura popolare. Quindi bisogna che ciò venga sancito nello statuto. Penso anche che sia giusto dialogare con De Magistris, ma vorrei sapere anche l’opinione del sindaco di Napoli sulla questione, mi interessa capire se condivide o no quest’idea di elezione diretta, penso sia necessario che si esprima, a breve”.

Dino Falconio
«La Città metropolitana, così come prevista dalla legge Delrio è una grande opportunità ma c’è anche il rischio di ottenere un risultato marginale e poco efficiente. Dipende tutto da come la si costruisce. Innanzitutto, bisogna capire quali sono i bisogni reali dei cittadini per poi scrivere lo statuto su base democratica. Se non traduciamo tutto ciò in una reale proposta politica, noi avremo probabilmente un altro ente uguale alla vecchia Provincia, una minestra riscaldata. Bisogna ragionare sui temi che realmente riguardano la gente comune. E sarebbe probabilmente opportuno che fosse lo stesso governo ad intervenire, nel caso di resistenze, per introdurre con legge l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano.»

Gianluca Daniele
«Io credo che sia stata importante questa iniziativa di oggi, rappresentata da più soggetti, anche perché di discussioni simili ce ne sono state, ma molto poche, troppo poche. Essendo il tema rilevantissimo, penso che vada approfondito con altre iniziative mantenendo un filo conduttore importante, ovvero l’elezione diretta del sindaco della nuova Città metropolitana, che è uno spartiacque dal punto di vista politico e dell’immagine. Noi siamo in un momento storico in cui l’elemento della partecipazione attiva dei cittadini, della democrazia è fondamentale. Trovare un metodo di elezione diretta, sia in politica che nei corpi intermedi, nelle organizzazioni sindacali, è necessario, e se non lo capiamo tutti commetteremo un errore drammatico, che produrrà ancora effetti drammatici in futuro. Bisogna affidare ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti istituzionali: è l’unico modo per dargli quella forza necessaria per risolvere i grandi problemi del territorio, a cominciare da politiche che inneschino sviluppo generando nuova occupazione. La difesa di spazi di democrazia per i cittadini deve essere portata avanti in vista della nascita della Città metropolitana, così come per quanto riguarda la legge elettorale per la Camera dei deputati, che deve dare ai cittadini la possibilità di scegliere il parlamentare, tanto più se si dovesse decidere di trasformare il Senato in un ente elettivo di secondo livello.

Bisogna trovare il modo per dare la parola ai cittadini e per rafforzare l’investitura del sindaco metropolitano, anche eventualmente facendo dimettere l’attuale sindaco di Napoli e provando direttamente ad eleggere in sindaco della nuova area metropolitana. Questa sarebbe una grossa occasione che rafforzerebbe quelle funzioni e competenze di cui necessita un’area metropolitana così grande quanto quella di Napoli. Un percorso che non penso debba tenere fuori De Magistris, che è senz’altro espressione del centrosinistra e che, insieme a tutte le forze del centrosinistra, può e deve partecipare da protagonista ad un percorso costituente che, se ben indirizzato, può cambiare il volto della città, della Campania e del Mezzogiorno.»

Nino Daniele
«Auspico che la nascita della Città metropolitana faccia in modo che non esista più separazione tra la città di Napoli e quella che una volta si chiamava la corona di spine, ovvero i grandi comuni attorno a Napoli. E che emerga, quindi, una logica di sistema per organizzare i grandi servizi, dai trasporti al riciclaggio dei rifiuti, dall’acqua ai beni comuni, fino alla cultura. Insomma, auspico che emerga una nuova dimensione che deve aiutarci ad affrontare le criticità. E certamente, solo una figura con una forte investitura democratica può misurarsi con autorevolezza e autorità su problemi così complessi come quelli dell’area metropolitana di Napoli. Ma serve approfondire i temi della riforma nel merito perché bisogna anche ricordare che l’elezione del sindaco della Città metropolitana, secondo la normativa in attuazione, non cancella l’esistenza del sindaco di Napoli, per il quale dovrà comunque prevedersi un rinnovo a scadenza.»

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Autore

Pasquale Incarnato

25 anni, laureato in scienze della comunicazione, laureando in scienze politiche. Responsabile comunicazione dell’Associazione Merqurio e dei circoli PD Vomero ed Arenella. Aspirante giornalista.

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