Piedi puliti

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La nuova regola introdotta da Grillo fa tremare i palazzi della politica: gli aderenti al M5s non possono lavarsi i piedi più di due volte a settimana

La nuova regola introdotta da Grillo via blog fa tremare i palazzi della politica: gli aderenti al Movimento 5 stelle non possono lavarsi i piedi più di due volte a settimana. Questo perché Casaleggio dice che c’è uno spreco eccessivo della risorsa acqua e bisogna dare il buon esempio. In Parlamento, i cittadini deputati e senatori delle regioni meridionali sono in rivolta: al Sud fa più caldo e, soprattutto i loro familiari, chiedono che si possa arrivare almeno a tre. Dopo un’accesa riunione dei gruppi di Montecitorio e Palazzo Madama, in diretta streaming ma senza audio, la nuova norma passa a schiacciante maggioranza: tutti contro tranne Grillo, il cui voto – pur non essendo parlamentare – vale il doppio del totale degli altri più uno. All’uscita dalla riunione serpeggia il malumore. Più di un parlamentare stellato rilascia dichiarazioni alla tv, ma di spalle, con il cappuccio e con la voce alterata da sofisticati marchingegni. Ciò nonostante, Grillo decide che i colpevoli sono Fucecchio di Brescia, Grulli di Taranto e Vaccariello di Napoli: in particolare, quest’ultimo sarebbe stato individuato da alcuni colleghi fedelissimi del leader, i quali avrebbero riconosciuto i calzini che ha mostrato all’intervistatore per dimostrare a che livello di fetore si arriva dopo tre giorni di astensione dal pediluvio. Immagini raccapriccianti, che hanno scatenato anche la protesta del garante dei minori contro la Rai.
I tre imputati, nonostante abbiano negato le loro responsabilità, inoltrando una supplica al leader attraverso una casella Pec, sono stati espulsi da Grillo, che poi ha ordinato ai gruppi parlamentari prima e alla Rete poi di confermare la sanzione, minacciando altrimenti di tempestare gli iscritti al blog con estratti della trasmissione «Te la do io l’America».
La nuova ondata di espulsioni ha, come al solito, attivato i pontieri del Pd, che stanno cercando di tessere la tela di una possibile alleanza di governo con i dissidenti grillini sulla base di un disegno di legge comune che legalizzerebbe le tre lavate di piedi a settimana, un programma di coalizione minimo che non ha mancato, però, di suscitare nuove spaccature nel partito guidato da Epifani: c’è chi sostiene che lavarsi tre volte i piedi sia eccessivo, chi da zozzoni, chi invita a non farne una questione quantitativa ma qualitativa e chi propone di insediare una commissione di saggi per stabilire chi debba decidere quante volte sia giusto o meno mettere i piedi a bagno. Una posizione chiara sulla questione sarà presa al congresso, per il quale ci sarebbero già più candidati alla segreteria del partito che delegati. Ad insistere sulla necessità di mantenere il filo del dialogo con i fuoriusciti del M5s è il solito Civati, che ha già raccattato due espulsi per aver mangiato yogurt, che Grillo odia da quando ha smesso di pubblicizzarli, ed altri due radiati per aver consigliato un balsamo a Casaleggio.
Sta alla finestra, invece, il Pdl. La Santanchè liquida la questione sottolineando come nel centrodestra si sia liberi di fare come si vuole, aggiungendo che, in prevalenza, tra i parlamentari del Popolo della libertà c’è l’usanza di lavaggi frequenti, a causa dell’abitudine di andare in barca nei week end, di abitare in case con piscina, di bazzicare quotidianamente centri benessere e di passeggiare di notte nella Fontana di Trevi al ritorno dalle feste del jet set.
Preoccupato il presidente della Repubblica Napolitano che, non trovando nessun appiglio nella Costituzione su un’equilibrata e sobria pulizia personale, ha invitato i partiti e i movimenti a ricercare larghe intese, nell’interesse del Paese. Un monito che alcuni hanno interpretato come il consiglio di lavare un giorno un piede e un giorno l’altro, per poterne avere sempre almeno uno pulito e profumato, nel caso in cui fosse indispensabile mostrarlo in occasioni istituzionali.

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Autore

Amianto

Vorrebbe fare il sassofonista in una band rap o vincere l’Oscar come miglior effetto speciale, invece passa il tempo ad offendere gli altri dalle colonne di un giornale. Ciò nonostante, mai una querela perché – fortunatamente – i periodici e i quotidiani per i quali ha lavorato e lavora hanno una scarsissima diffusione.

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